Il viaggio al Santo Sepolcro
Andare a pregare sul Sepolcro del Signore.
Due erano le strade principali che portavano i pellegrini in Terra Santa. La prima, vi giungeva via mare. Flotte di navi provvedevano al passaggio annuale di decine di migliaia di pellegrini che durante la buona stagione, da marzo a settembre, si raccoglievano nei porti italiani di Genova, Pisa, Amalfi o nei porti dellAdriatico e di Puglia. Dopo un mese di navigazione, per lo più con scalo a Rodi o a Cipro, giungevano ai porti di San Giovanni dAcri, di Cesarea e di Giaffa sulla costa palestinese.
Cera anche chi si avventurava via terra, attraverso lAustria, lUngheria, Belgrado, la Bulgaria, per scendere a Costantinopoli. Attraversato il Bosforo, e la penisola anatolica, si seguitava verso sud in direzione di Antiochia, raggiungendo la costa palestinese.
Giunti a Giaffa si puntava verso Gerusalemme, meta del pellegrinaggio, con un percorso che poteva variare allinterno della montagna di Giudea. Normalmente si faceva sosta al santuario di Emmaus difeso dal castello di Toron dove si prendeva la strada che dal villaggio di Beit Nuba, passando per Emmaus-Qubeibeh, conduceva allabbazia di San Samuele che sorgeva sulla punta più alta della montagna a nord. Era il Mont Joie, il monte della Gioia, perchè per la prima volta i pellegrini da lì potevano scorgere le mura e i campanili della Città Santa.
Unalternativa era data dalla strada che entrrando a Bab al-Wad raggiungeva labbazia di San Geremia (oggi villaggio di Abu Gosh).
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