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VISITA DEL CUSTODE DI TERRA SANTA IN EGITTO

Dal 13 al 17 novembre 2005, il Rev.mo padre Pierbattista PIZZABALLA OFM, Custode di Terra Santa, fa la sua prima visita alle comunità francescane d’Egitto, ancora dipendente da lui.

Domenica 13 novembre
12.45: arrivo all’aeroporto del Cairo. Ricevuto dal Guardiano, fra Mamdouh CHEHAB. Pranzo a San Giuseppe.
Alle ore 18.30 il Rev.mo Padre Custode ha celebrato la Messa in arabo nella chiesa di San Giuseppe. Concelebravano i religiosi della comunità. L’omelia l’ha fatta in italiano tradotta dal Parroco. I primi banchi erano occupati da una trentina di Religiose Francescane del C.I.M. Il servizio d’ordine era mantenuto dalle scouts. A fine messa, il Custode si è recato alla porta della chiesa, dove ha salutato i fedeli che uscivano.
Cena a San Giuseppe, presenti anche i confratelli del Muski.

Lunedì 14 novembre
Celebrazione eucaristica con la comunità e ufficio.
Alle 10.00, Accompagnato dal Guardiano va a visitare il Patriarca copto-cattolico, il Cardinale STEFANOS II GHATTAS

Scheda
Sua Beatitudine Stefanos II GHATTAS, è nato il 16 gennaio del 1920 nel villaggio di Sheikh Zein-Din, nei pressi di Tahta (Governatorato di Suhag –Alto Egitto).Viene ordinato sacerdote a Roma il 25 marzo 1944. Insegna filosofia e teologia dommatica nei seminari di Tahta e di Tanta. Nel 1952 entra nella Congregazione dei Lazzaristi.
L’8 maggio 1967 il Sinodo copto-cattolico lo elegge vescovo di Tebe-Luxor. Il 24 febbraio 1984 è nominato Amministratore Apostolico del Patriarcato. In seguito alle dimissioni del Patriarca Stefanos I SIDARUS, per limite di età e motivi di salute, il 9 giugno 1986 il Sinodo lo sceglie all’unanimità come nuovo Patriarca per i copti-cattolici e prende il nome di Stefanos GHATTAS II. Il 26-28 febbraio 2000, in occasione del giubileo, accoglie il Papa Giovanni Paolo II a nome della gerarchia cattolica in Egitto. Il 21 febbraio 2001 viene nominato Cardinale.
La residenza patriarcale si trova in Via Ibn Sandar, Pont de Kubbeh. La nuova cattedrale Notre Dame d’Égypte si trova a Madinat el-Nasr – Cairo.

Ore 11.00

Visita al convento - chiesa dell’Assunta e al Centro Francescano di Studi Orientali Cristiani del Muski.

Scheda

La presenza francescana in questo quartiere risale al 1632, quando il Custode di Terra Santa Paolo da Lodi, otteneva dal Console di Venezia Giovanni Donato una dimora fissa al Cairo per i suoi frati. Accanto alla loro residenza venne eretta pure una cappella. L’Ambasciata era situata presso il quartiere del Muski, famoso mercato del Cairo, oggi Via Bendaka (=dei Veneziani).
Il grande flusso di europei favorito da Muhammad Ali e successori, fece del convento del Muski la parrocchia latina più grande del Cairo, con tre succursali:San Giuseppe, Bulacco e Meadi, divenute più tardi parrocchie indipendenti. La parrocchia del Muski ebbe il suo più grande sviluppo nell’ultimo decennio dell’Ottocento e i primi del Novecento, con un numero di fedeli che si aggirava sulle 20.000 anime, in maggioranza italiani, ma con buon numero di maltesi, austriaci, slavi, francesi e orientali. La chiesa del Muski, cattedrale fin dal 1858, era punto di riferimento di tutte queste nazionalità, come testimonia il ricco archivio parrocchiale di cui le prime date risalgono al 1611. In quaresima, nei tempi della grande parrocchia, si faceva il quaresimale in 5 lingue:italiano, maltese, francese, tedesco, slavo. Molte attività parrocchiali si svolgevano attorno al Santuario della Madonna, dichiarata nel 1939 Regina d’Egitto dal Cardinale Gustavo TESTA.
Dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla rivoluzione egiziana del 1952 e soprattutto a causa della nazionalizzazione del Canale di Suez (1956) si assiste a un grande esodo. La parrocchia è ridotta a poche famiglie.
Per riattivare il grande convento, la Custodia di Terra Santa fondò il Centro Francescano di Studi Orientali Cristiani.
Questo veniva inaugurato il 16 settembre 1954 dal Custode di Terra Santa fra Giacinto FACCIO, in presenza del Primo Presidente della Repubblica Egiziana, Muhammad NAGHIB, il Delegato Apostolico, il Vescovo Latino e varie personalità civili e religiose.
Gli obbiettivi del Centro: a) continuare le ricerche sulla storia di Terra Santa, sulla pista di Girolamo GOLUBOVICH; b) incrementare gli studi riguardanti le comunità cristiane del Medio Oriente.
Tra le principali attività del Centro: pubblicazioni di studi e ricerche sulle suddette comunità. Dispone di una grande e preziosa biblioteca, con circa cinquantamila volumi, riviste e soprattutto manoscritti arabo- cristiani e una collezione di manoscritti islamici ancora non catalogati.
Un tesoro da custodire gelosamente. Prospettive per il futuro
.
Il Rev.mo Custode ha incontrato la comunità del Muski, composta da fra Vicenzo MISTRIH e fra Wadia ABU-LIF. Erano presenti fra Mamdouh e fra Antonio. La comunità e il Centro hanno bisogno urgente di personale.
Il Centro ha chiesto fondi per riviste, libri e altro materiale per la biblioteca. Bisognerebbe digitalizzare tutto il materiale esistente. Un’impresa non facile.
Continuare i lavori edilizi per sistemare il resto del convento, restaurare il pianterreno della biblioteca. Per questi lavori il Custode invita a intendersi con l’amministrazione locale.
Accanto alla vita di studio e di ricerche, non bisogna dimenticare la gente del quartiere e i loro bisogni. Continuare ad aiutare i poveri con il lascito del P. Ladislao.
Ritorna l’idea di cambiare posto al Centro. Portarlo per es. a San Giuseppe, dopo aver preparato le strutture. Una proposta già avanzata da tempo, la quale non ha trovato riscontro fino a oggi. Come neppure si è avuta la risposta alla domanda fatta tempo fa da qualcuno interessato al problema: la Custodia, l’Ordine Francescano vogliono questo Centro? Sono interessati al suo avvenire? Solo loro possono assicurare la continuità di questo Centro.

Ora di pranzo. Allegria con un po’ di vino di fra Vincenzo, quello buono, "daraga ula" quello che solo a Yacubie sanno fare (Yacubie è il paese natale di fra Vincenzo).
Tra gli invitati: la madre provinciale delle Suore francescane del C.I.M e Suor Emerenziana, la superiora della casa di Clot-bey; non poteva mancare la sig.na Yvonne, erede delle antiche glorie del Muski e di Darb Barabra.

Alle 5 del pomeriggio, il Rev.mo P. Custode ha tenuto un incontro con i religiosi di San Giuseppe e del Muski. La Custodia come tutte le province dell’Ordine e tanti altri Istituti, deve far fronte alla mancanza di personale. Quali strategie adottare? Ogni regione della Custodia ha i suoi problemi.

Ore 20.00. Cena di gala in onore del Custode, preparata dal chief Adel. Tra i principali invitati: il Patriarca STEFANOS II e il suo segretario personale, il Nunzio Apostolico Mons. Marco Dino BROGI e il segretario della Nunziatura, il Generale dei Padri Trinitari con i religiosi presenti al Cairo, fra Joseph AMIN, Provinciale dei francescani d’Egitto, il priore dei Padri Domenicani, il Guardiano di Ghiza con Abuna Botros e Abuna Farid, suor Valeria, Provinciale delle Suore Francescane del C.I.M. e suor Eleonora, la Superiora di Kasr el-Nil, suor Margherita, Delegata delle Suore Elisabettine per l’Egitto e il Sudan, con alcune consorelle. Tra le autorità civili: S.E. Antonio BADINI, ambasciatore d’Italia, il contrammiraglio Tommaso ANGELINI, addetto alla difesa, con la consorte Carla, il sig. Marc INNARO, corrispondente della RAI in Medio Oriente e Africa del Nord, con la consorte Emanuela.
A fine cena, il Custode ha ringraziato tutti i presenti. Il Nunzio ha ringraziato la Custodia per il servizio pastorale e liturgico svolto dalla comunità francescana nella chiesa di San Giuseppe. I presenti hanno fatto alcune domande al Custode sull’attuale situazione dei Luoghi Santi. Ultimo saluto del Custode: vi aspetto a Gerusalemme.

Martedì 15 novembre
Il Rev.mo Padre Custode, accompagnato da fra Antonio, si è recato a Clot-Bey per celebrare la messa nella cappella delle Suore Francescane del C.I.M. In questa casa visse la loro fondatrice, la Beata Caterina TROIANI, dal suo arrivo il 14 settembre 1859 fino alla sua morte (6 maggio 1887). In questa casa preparava le sue suore per la futura missione, raccoglieva orfane e bambine trovatelle. Alla porta di questa casa le lasciavano in una cesta i bambini indesiderati.
La chiesola in cui il Rev.mo ha celebrato la Santa Messa, fu fatta costruire dalla Beata Caterina 140 anni or sono e alle cui spese di costruzione contribuì anche la Custodia di Terra Santa, con la somma di 10.000 franchi, sollecitata da una lettera personale "raccomandata" del Papa PIO IX. (la ricorrenza della fondazione è stata festeggiata appunto quest’anno, il 14 settembre).
Dopo aver partecipato alla colazione insieme alla comunità, accompagnato dalla madre Provinciale, Suor Valeria BRICCOLI, dalla Superiora locale e direttrice della scuola suor Emerenziana, e dalla maestra delle novizie, Suor Francesca, il Custode ha visitato la casa, i lavori di restauro in corso, la scuola, il dispensario e la stanza dove è morta la Madre Caterina.
Al ritorno, si è fatta la strada Clot-bey, quella che dalla stazione principale del Cairo, da Bab el-Hadid porta fino alla Cittadella, già residenza di Muhammad Ali. Ci si è fermati dinanzi alla cattedrale di San Marco nel quartiere di Esbekie, già sede del Patriarcato copto-ortodosso. In alcuni tratti della strada ancora si possono ammirare resti di case epoca ottocento, con i marciapiedi coperti con strutture esterne ad archi. Erano appena passate le otto e la città cominciava a ridestarsi. Al ritorno, nel cortile della chiesa, frate Anselmo attendeva il Rev.mo per condurlo nella sua Custodia: il cimitero latino di Terra Santa, Ain Sira, Vecchio Cairo, dove sono sepolti i frati morti in Egitto.

Mancava qualche minuto alle dodici, quando si è attraversato il ponte 15 Maio e si è scesi a Zamalek. Nella residenza della Nunziatura, situata sulla sponda sinistra del Nilo, Mons. Marco Dino BROGI ha ricevuto il Custode. Nel loro colloquio privato, il Nunzio ha ribadito ancora una volta la necessità di una presenza della Custodia di Terra Santa in Egitto. I religiosi francescani presenti in Egitto, di entrambe le entità, nel passato sono stati sempre legati da un comune ideale, quello di servire la Chiesa e i fratelli. Devono continuare su questa strada. Il Nunzio ha elogiato i Francescani di Terra Santa in Egitto per il loro impegno nel campo pastorale sociale e culturale. E ha ringraziato la Custodia per la presenza e la testimonianza di questi religiosi. È seguito il pranzo, al quale hanno partecipato il segretario del Nunzio e il Guardiano di San Giuseppe.
Al pomeriggio, dopo un breve riposo, il Rev.mo Padre Custode ha fatto un giro di ispezione e di controllo di tutta la casa, per rendersi conto dello stato del convento e dei lavori che con una certa urgenza si dovrebbero fare, cominciando dalla cucina, lo specchio della casa. "Sembra che in questo convento non si siano mai fatti lavori di riparazione, di manutenzione". "Al contrario, da quando conosco San Giuseppe (e cioè dal 1973) è sempre stato un cantiere aperto", gli ha risposto fra Antonio, "alle volte per risparmiare, si fanno le cose male. O si affidano i lavori a incompetenti".
Verso le cinque, in compagnia di fra Agostino PELAYO, ha preso la metropolitana, come tutti i pendolari cairoti e si è recato al Seminario di Ghiza.
Qui ha incontrato il Padre Provinciale, fra Joseph AMIN, il Vicario Provinciale e Guardiano del Convento, fra Kamal WILLIAM, il vescovo emerito di Suhag, mons. Marco HAKIM, e tutti gli altri religiosi della comunità e gli studenti di teologia e di filosofia presenti nel Seminario di Ghiza. Per quanto riguardo alla preparazione degli studenti, il Custode ha sottolineato la necessità di collaborare alla loro formazione religiosa e teologica, favorendo incontri ed esperienze da entrambi le parti.
Quindi si è recato alla casa di accoglienza del Mukattam, dove era in corso un raduno di tutti i religiosi francescani con meno di dieci anni di professione religiosa. Erano in 17, tra sacerdoti e fratelli. Il Custode si è intrattenuto con loro, partecipando alla preghiera e al pasto comune. Ringraziando per l’accoglienza, il Rev.mo Padre Custode ha detto come al solito: Vi aspetto a Gerusalemme. Il Provinciale ha risposto annunciando che a maggio del prossimo anno ci sarà un pellegrinaggio in Terra Santa a cui parteciperanno religiosi della Vice-provincia.
Martedì 16 novembre
Alle ore 6.30, il Rev.mo Padre Custode si è recato alla Scuola delle Suore Francescane di Kasr el-Nil (di fianco al Museo egizio) e ha celebrato la Santa Messa nella grande cappella, usata sia dalla Scuola sia dalla comunità Questa cappellania è servita dai religiosi di famiglia a San Giuseppe. Presente anche la Madre Provinciale con alcune suore della comunità di Clot-Bey. Accompagnavano il Custode il Guardiano, fra Mamdouh e fra Antonio.
Dopo la celebrazione eucaristica, si è scesi nel refettorio della comunità per la colazione. La superiora a nome della comunità ha offerto un prestigioso papiro, dipinto a mano con caratteri dorati. Quindi un giro per conoscere la casa: Un tempo c’erano qui 40 suore, oggi siamo appena otto, ci dice suor Teresina, che ha oltrepassato gli ottanta anni, e fino ad oggi continua a portare la comunione a persone ammalate o invalide nel grande Cairo e perfino a Ghiza. Alcuni locali sono adibiti per l’accoglienza delle studentesse, che vengono dall’Alto Egitto. Nel passato era anche una casa di formazione, iuniorato e pre-noviziato.
Alle ore 8 suona la campanella della Scuola e dall’altoparlante invitano il Custode a salire in tribuna. Le allieve hanno preparato una manifestazione (hafle) in onore del Custode: musica, parata di scouts, discorso di benvenuto in italiano. Il Rev.mo ringrazia dicendo: "Vengo dalla Terra Santa e vi porto il saluto di tutte le bambine palestinesi delle nostre scuole. A loro come a voi e a tutte le bambine del mondo che vanno a scuola, vi dico: studiate, amate la vostra scuola, le suore che la dirigono, i vostri professori. Tenetela pulita e bella. La scuola vi aiuterà a essere un domani donne sagge e coraggiose. Vi darà l’istruzione necessaria per inserirvi nella società e vi aiuterà a creare un mondo di pace e di giustizia". Al discorso del Custode è seguito l’inno nazionale e l’entrata nelle classi a suon di tamburi.

Alle 12 visita ai Domenicani dell’Abbasia e alla loro nuova biblioteca. Incontrato il Direttore. Pranzo e caffé con la comunità e i loro ospiti.
Prospettive di collaborazione

Scheda
I Domenicani sono presenti in Egitto dal 1928, quando fondarono al Cairo una casa filiale all’École Biblique di Gerusalemme. A dirigere i lavori di costruzione venne da Gerusalemme il padre Jaussen, professore à l’École Biblique. Nel 1932 arrivò le père BOULANGER, il quale per un quarto di secolo si dedicò alla formazione dei giovani e alla predicazione. Nel 1953 viene fondato l’Institut Dominicani d’Études Orientales (IDEO). Il convento, prima servito dalla provincia domenicana di Francia, nel 1959 passa alla diretta dipendenza dell’Ordine. Dal 1984 fa parte del Vicariat Regional du Monde Arabe.
In una parte del grande giardino venne costruito un nuovo reparto per la biblioteca, inaugurata nell’ottobre del 2002 e porta il nome del padre Georges ANAWAT, il fondatore dell’IDEO.

Ore 17.00
Raduno
dei religiosi di San Giuseppe e del Muski. Il Custode ringrazia per l’accoglienza. E tira le conclusioni della visita:
- la prima cosa che ho constato: la buona armonia che regna nelle due comunità. Non ci sono problemi nei rapporti personali. Buona testimonianza nella chiesa d’Egitto. Un elogio al Guardiano per il suo equilibrio nella direzione, amministrazione della casa.
- evitare ogni confronto tra le due entità francescane, ma trovare, studiare le possibilità, le modalità di una reciproca collaborazione.
Intesa col provinciale, non si parli di un passaggio fino al prossimo capitolo.
Questa è stata una semplice visita di cortesia, per conoscervi personalmente. A Gennaio inizierò la visita canonica per tutte le case della Custodia.

Ore 19.30
La Corale di San Giuseppe eseguisce in chiesa un mini-concerto in onore del Custode. Alla fine il Rev.mo si congratula e ringrazia. Accorda il permesso di recarsi a Ginevra per la domenica delle palme del 2007, dietro invito della corale svizzera: "I figli di Bach".

Cena da Andrea in un ristorante del Mukattam.
Tra gli invitati il Rev.do Padre Provinciale con il Vicario, la Superiora delle Suore Francescane e la direttrice della scuola di Kasr el-Nil.

17 Novembre. Ore 6.00
Celebrazione della Santa Messa nella cappella delle Suore Elisabettine (ex-orfanotrofio San Giuseppe). Oggi la famiglia francescana celebra la festa di Santa Elisabetta, regina d’Ungheria e Patrona del Terzo Ordine Francescano.
L’Istituto delle Suore Terziare Francescane Elisabettine fu fondato a Padova nel 1828 dalla Beata Elisabetta Vendramini, in uno dei quartieri più poveri di Padova.
Le Suore Elisabettine sono venute in Egitto nel 1935. Lavorano nei dispensari, ospedali, asili infantili, scuole. Nei villaggi dell’Alto Egitto lavorano per la promozione femminile,con centri di taglio e cucito, recupero dell’artigianato locale con tessitura a mano. Sono state aperte due comunità religiose nel Sudan. Due religiose lavorano nel lebbrosario governativo di Abu Za’bal.
Nel 1995 hanno aperto un casa per la formazione delle postulanti nell’ex orfanotrofio di San Giuseppe, Cairo.
Dopo la lettura del vangelo, la suor Ragià ha rinnovato ancora per un anno la professione semplice, dinnanzi al celebrante e alla Madre Delegata. Le altre suore presenti hanno rinnovato le loro promesse religiose.
Dopo la colazione presa insieme alla comunità delle Elisabettine, il Rev.mo P. Custode è partito subito per l’aeroporto, accompagnato dal Guardiano di San Giuseppe.
Foto
1 – Messa del Custode nella chiesa parrocchiale di San Giusepe
2 – Il Custode saluta i fedeli all’uscita della chiesa
3 – Il Custode al Muski
4 – Il Rev.mo Custode con il Patriarca Stefanos II
5 – Cena nel refettorio di San Giuseppe
6 - Il Custode alla scuola delle Francescane di Kasr el-Nil
Foto con la comunità, nella scuola.
7 – In visita ai Padri Domenicani.
8 – Dalle suore Elisabettine: rinnovo voti


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