Gerusalemme, la Croce e la speranza
È uscito il numero di novembre del mensile Eco di Terrasanta, periodico della Custodia francescana di Terrasanta.
Tra i vari contributi, si segnala una testimonianza del patriarca latino di Gerusalemme mons. Michel Sabbah sulla situazione della Chiesa di Terrasanta. Nel suo intervento il patriarca offre una lettura realista, ma non pessimista, attenta ai segni di cambiamento e speranza. “La pace è possibile - ha affermato - se solo si mettono in atto le scelte necessarie per dare a ciascuno la propria dignità”.
“Gerusalemme fa notare il patriarca - è la città santa per i cristiani, gli ebrei e i musulmani. Gerusalemme è però la città della Croce. È la città che non ha riconosciuto il suo Signore. Il Vangelo di Giovanni ce lo ricorda: Gesù è venuto ai suoi e i suoi non l’hanno accolto. Viviamo anche oggi in questa stessa situazione: Gerusalemme non riconosce Gesù. Noi cristiani, che siamo un piccola comunità, dobbiamo cercare di essere testimoni del Risorto, di essere luce. Ma finché siamo in questa situazione di non riconoscimento, di non accoglienza della volontà di Dio, Gerusalemme rimane inchiodata alla Croce”.
Nella situazione attuale, un ruolo speciale ha la preghiera. Per questa ragione ha invitato tutte le comunità cristiane a prendersi a cuore il destino dei Luoghi Santi e a chiedere a Dio con insistenza il dono della pace: “Dio può far molto di più di tutti i potenti della terra. C’è bisogno che i politici facciano la loro parte, ma ancora di più serve che Dio doni ai capi di governo l’ispirazione della pace e del bene comune”.
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