IRAQ: Una popolazione nella morsa di una guerra senza nome

L'Osservatore Romano

27 Settembre 2004

BAGHDAD.
Tre bambini iracheni sono rimasti uccisi la scorsa notte a Falluja, in seguito ad un bombardamento. La loro morte - resa nota con poche righe di agenzia - non avrà eco sui mezzi di comunicazione di massa e il loro sacrificio verrà interpretato da alcuni come un "danno collaterale" delle operazioni che si stanno svolgendo nel Paese. Forse le loro famiglie riceveranno delle scuse. Certamente, nessuno porgerà scuse ufficiali alle famiglie delle tante vittime causate in questi mesi dagli attentati quotidianamente perpetrati nelle città irachene. Ma del resto, chi si è dato la pena di contare i civili rimasti uccisi da quel 20 marzo 2003 che ha segnato l'inizio delle azioni belliche? Un dato è comunque certo:  il popolo iracheno è oggi l'unico assente nel fragore mediatico che giunge dall'insanguinata regione. O peggio, ne è vittima. È vittima dei terroristi che in modo scellerato uccidono gli ostaggi davanti al video. Ed &e grave; vittima dei freddi comunicati che annunciano l'ennesimo raid aereo compiuto per catturare il capo di una banda di assassini. Stretta nella morsa di una guerra senza nome, ridotta alla fame nonostante le ricchezze della sua terra, la popolazione irachena è oggi una popolazione dimenticata.
Parlando alle Nazioni Unite, il Primo Ministro iracheno ad interim, Ayad Allawi, ha chiesto ieri un maggiore impegno internazionale, anche da un punto di vista militare, per ampliare le prospettive di democratizzazione del Paese. Allawi - secondo quanto segnala l'agenzia "Associated Press" - ha chiesto alla comunità internazionale si superare le divergenze circa la legittimità o meno dell'intervento militare in Iraq ed ha chiesto una partecipazione più ampia nella lotta contro il terrorismo che, tra ieri e oggi, è tornato nuovamente a colpire.
Sette iracheni sono rimasti uccisi questa mattina a Baghdad in un attacco contro un gruppo di persone in fila per arruolarsi nella Guardia nazionale. L'agguato è avvenuto nel Rabih Boulevard, a Ovest della capitale, la stessa strada in cui mercoledì altri sette iracheni erano morti in un analogo attacco contro la fila di aspiranti reclute. Sempre oggi, un capitano della polizia irachena è stato assassinato vicino Baquba da uomini armati che lo hanno attaccato mentre stava recandosi al lavoro. Ieri, tre marines sono rimasti uccisi in due attacchi separati avvenuti nella provincia di Al Anbar, a Ovest di Baghdad.
Il Comando della forza multinazionale in Iraq ha nel frattempo smentito la notizia diffusa ieri sera dalla televisione "Al Arabiya" secondo cui due persone arrestate in un'operazione a Ramadi sarebbero coinvolte nel rapimento di Simona Pari e Simona Torretta. "Le informazioni sull'arresto ieri sera di due uomini da parte dell'esercito Usa non possono essere collegate in alcun modo con le due donne italiane ostaggio in Iraq", si legge in una nota diffusa dal Comando. "La forza multinazionale sa che non ci sono connessioni - continua la nota - tra i due prigionieri e le condizioni delle italiane. Ulteriori informazioni saranno fornite non appena disponibili". Ieri sera "Al Arabiya" aveva affermato che le forze Usa avevano catturato, nel corso di uno scontro a fuoco, un capo tribù iracheno, Hatem Mutni Al Awad, e suo figlio Uday, accusati di "tenere prigioniere" Simona Pari e Simona Torretta. Secondo l'emittente, l'operazione era avvenuta "in un villaggio" nei pressi della città di Ramadi, nella turbolenta provincia di Al Anbar, a Ovest di Baghdad, dove vengono spesso segnalati scontri tra truppe Usa e gruppi armati locali. In un sito internet il gruppo del terrorista Al Zarqawi ha intanto annunciato l'avvenuta esecuzione dell'ostaggio britannico Kenneth Bigley rapito insieme con gli statunitesi Armstrong e Hensley, già assassinati.
Falluja continua nel frattempo ad essere bersaglio di raid aerei. Secondo quanto riferito da fonti ospedaliere, almeno otto persone sono morte e altre 15 sono rimaste ferite in un'operazione lanciata la scorsa notte e il cui obiettivo, ha precisato il Comando Usa, era un luogo di incontro degli uomini del gruppo "Tawid wal Jihad" di Abu Musab Al Zarqawi. "Fonti di intelligence hanno riferito che i terroristi di Al Zarqawi usavano il sito per progettare ulteriori attacchi contro i cittadini iracheni e la forza multinazionale", si legge in una nota del Comando degli Stati Uniti, nella quale si precisa anche che i militari "hanno adottato diverse misure per limitare le perdite tra i civili".
L'amministrazione statunitense sta nel frattempo operando per organizzare una conferenza internazionale, in ottobre, che dia impulso ai preparativi per le elezioni in Iraq. "Stiamo pianificando una riunione regionale con tutti i leader dell'Iraq e del G8", ha spiegato il Segretario di Stato, Colin Powell, in un'intervista al "New York Times". La Conferenza, di cui si è discusso a margine dell'Assemblea generale dell'Onu, avrebbe l'obiettivo di spingere alla partecipazione alle elezioni anche gruppi che ora sono contrari.


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SEQUESTRI


Ancora nessuna notizia di Simona Pari e di Simona Torretta, le due giovani volontarie italiane rapite il 7 settembre. Il Comando della forza multinazionale in Iraq ha nel frattempo smentito la notizia diffusa ieri sera dalla televisione "Al Arabiya" secondo cui due persone arrestate in un'operazione a Ramadi sarebbero coinvolte nel rapimento delle due giovani donne. "Al Arabiya" aveva affermato che le forze Usa avevano catturato, nel corso di uno scontro a fuoco, un capo tribù iracheno e suo figlio accusati di "tenere prigioniere" Simona Pari e Simona Torretta. Su un sito internet è stata intanto diffuso l'annuncio dell'avvenuta esecuzione del britannico Kenneth Bigley rapito dai terroristi di Al Zarqawi insieme con gli statunitensi Armstrong e Hensley, già assassinati.

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ATTENTATI


Sette iracheni sono rimasti uccisi sabato 25 a Baghdad in un attacco contro un gruppo di persone che stavano per arruolarsi nella Guardia nazionale. L'agguato è avvenuto nel Rabih Boulevard, a Ovest della capitale, la stessa strada in cui, mercoledì 22, altri sette iracheni sono morti in un analogo attacco contro un gruppo di aspiranti reclute. Le vittime viaggiavano in pullmino. Un'auto li ha affiancati, si è fermata e ne sono scesi uomini armati che hanno cominciato a sparare. I ribelli hanno più volte attaccato, anche con autobombe, i centri di reclutamento e la gente che si reca ad arruolarsi, causando decine di morti. Sempre sabato 25, un capitano della polizia irachena è stato assassinato vicino Baquba da uomini armati che lo hanno attaccato mentre stava recandosi al lavoro.


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RAID AEREI


È di almeno sette morti e undici feriti il bilancio di un attacco notturno delle forze Usa a Falluja, compiuto con l'artiglieria e un bombardamento aereo. Tra i morti ci sono anche una donna e tre bambini, hanno riferito fonti dell'ospedale. L'esercito statunitense ha parlato di un "attacco di precisione" contro "un punto di incontro terrorista nel centro di Falluja, che ha inferto un colpo alla rete di Abu Musab Al Zarqawi". "Fonti di intelligence hanno riferito che i terroristi di Al Zarqawi usavano il sito per progettare ulteriori attacchi contro i cittadini iracheni e la forza multinazionale", si legge in una nota del comando degli Stati Uniti, nella quale si precisa che i militari "hanno adottato diverse misure per limitare le perdite tra i civili".


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SCONTRI


Continua incessante lo stillicidio di scontri armati che, da ormai molto tempo, caratterizza la vita del Paese. Tre marines statunitensi sono rimasti uccisi in due distinti attacchi perpetrati da formazioni terroristiche nella turbolenta provincia occidentale di Al Anbar, cuore del cosiddetto "triangolo sunnita". Lo hanno reso noto fonti del comando degli Stati Uniti, precisando che gli agguati contro i militari americani risalgono a venerdì 24. Militari statunitensi e terroristi iracheni si sono affrontati, sempre venerdì 24, nella città di Ramadi, a 100 chilometri Ovest di Baghdad, lo riferiscono testimoni e polizia. Secondo fonti locali decine di iracheni sono rimasti feriti negli scontri. In base a quanto riferito, le forze Usa hanno circondato il centro della città e hanno chiesto ai residenti di sgomberare la zona per poter catturare i militanti.