Non si placa lo stillicidio di violenze
I miliziani di Al Sadr continuano a mantenere il controllo del mausoleo di
Najaf
Appello del Presidente dell'Iran per risolvere la crisi
BAGHDAD, 21.
Sangue a Nassiriya. Ha provocato tre morti e numerosi feriti
l'esplosione che, ieri sera, ha devastato un commissariato delle forze
dell'ordine locali. Lo hanno riferito fonti della polizia irachena, secondo cui
si sarebbe trattato di un attacco della guerriglia: il commissariato
sarebbe infatti stato colpito da un razzo. I militari italiani sono intervenuti
tempestivamente ed hanno aiutato gli agenti iracheni ad isolare l'area con
cordoni di sicurezza, mentre varie ambulanze facevano la spola tra il
commissariato e gli ospedali per soccorrere le vittime.
Malgrado la
consegna, ieri a Najaf, delle chiavi del mausoleo di Alì ai
rappresentanti dell'ayatollah Alì Al Sistani, massima autorità
spirituale della comunità sciita irachena, i miliziani di Al Sadr
continuano a mantenere un saldo controllo del tempio e delle strade circostanti.
Lo hanno riferito fonti giornalistiche sul posto. Stando a tali fonti, gli
uomini del leader radicale sciita hanno sí affidato le chiavi del
mausoleo agli emissari di Al Sistani, come Al Sadr si era impegnato a fare;
tuttavia, contrariamente a quanto annunciato, ieri, dal ministero dell'interno
iracheno, non hanno deposto le armi e non hanno lasciato il mausoleo. La
situazione, comunque, è confusa, dal momento che - come segnala stamane
la "France Press" - sembra che non sia sicuro che la consegna delle
chiavi sia realmente avvenuta.
Il Presidente del Pakistan, Pervez
Musharraf, ha chiesto, ieri, agli Stati Uniti di rispettare i luoghi sacri ai
musulmani, e di evitare vittime tra la popolazione civile. Musharraf ha avuto
un colloquio telefonico con il generale Jhon Abizaid, capo del comando centrale
statunitense, per manifestargli preoccupazione per i luoghi santi, in
particolare il mausoleo di Alì a Najaf. Al riguardo l'agenzia ufficiale
pakistana "App" scrive: "Il Presidente Musharraf ha
espresso la speranza che le truppe presenti in Iraq facciano tutti i passi
possibili per preservare la santità dei luoghi sacri, e che siano
adottate le misure necessarie per evitare vittime tra civili innocenti".
Un appello simile era stato lanciato dalla Lega Araba. Il Segretario generale,
Amr Mussa, ha chiesto, giovedì, che "siano risparmiati i civili e
che sia data la protezione necessaria ai luoghi santi perché non
subiscano alcun danno per le operazioni militari" in corso a Najaf.
Si registrano, intanto, nuove violenze. Due soldati statunitensi sono
morti, ed altri tre sono rimasti feriti, in seguito ad un attacco dinamitardo
contro la loro pattuglia, avvenuto nei pressi di Samarra, un centinaio di
chilometri a Nord di Baghdad. Lo ha reso noto un portavoce della prima
Divisione di fanteria Usa. Due civili iracheni sono rimasti uccisi, e quattro
feriti, questa mattina, a Baaquba (a Nord di Baghdad), per l'esplosione di un
ordigno al passaggio di un'auto. Un soldato statunitense è stato ucciso,
ed altri due feriti, in un'imboscata avvenuta questa notte nella parte
meridionale di Baghdad. Un soldato polacco è rimasto ucciso, ed altri
sei feriti, in seguito all'esplosione di un'autobomba, saltata in aria al
passaggio del loro convoglio ad Hilla. A Mossul l'esplosione di una bomba ha
ucciso un iracheno e ne ha feriti altri cinque. Da oltre 24 ore non si hanno
notizie del giornalista freelance Enzo Baldoni. Questi è scomparso dopo
aver seguito - riferisce l'"Ansa&q uot; - una missione "non
autorizzata" di un convoglio della Croce Rossa a Najaf.
Il Presidente
dell'Iran, Mohammad Khatami, ha sollecitato un vertice urgente
dell'Organizzazione della Conferenza Islamica per "lavorare ad una
soluzione della crisi irachena". Lo ha riferito la stampa italiana.
Khatami ha scritto una lettera al Presidente di turno della Conferenza, il Primo
Ministro malese Abdullah Ahmad Badawi, invitandolo a mobilitarsi in tal senso.
Mercoldì scorso, anche il Ministro degli esteri iraniano, Kamal Kharrazi,
aveva sollecitato una riunione urgente dei Paesi confinanti. "È
tempo che i vicini dell'Iraq contribuiscano a risolvere la crisi irachena",
aveva detto Kharrazi. La Siria, "preoccupata" della situazione a
Najaf, ha appoggiato la proposta del Ministro degli esteri iraniano, come
riferito da un responsabile del ministero degli esteri di Damasco.
Dal
canto suo la Russia, in questi giorni, è tornata a ribadire la
necessità di convocare una Conferenza internazionale sull'Iraq. Al
riguardo, il Vice Ministro degli esteri russo, Iuri Fedotov, ha detto:
"Crediamo che questa proposta rimanga rilevante, e che la sua attuazione
potrebbe facilitare un reale miglioramento della situazione in Iraq". La
Russia - ha affermato il Vice Ministro degli esteri - è "pronta ad
unirsi agli sforzi internazionali per aiutare il popolo iracheno nel processo di
ricostruzione". "Siamo ancora convinti - ha evidenziato Fedotov - che
questo processo necessiti di una più ampia e più rappresentativa
base politica".
Gli abusi sui detenuti nel carcere di Abu Ghraib
furono realizzati con la "complicità" del personale
sanitario: l'accusa ai medici militari Usa arriva dall'ultimo numero di
"Lancet". Citando documenti ufficiali, tra i quali testimonianza
giurate di detenuti e soldati, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica
inglese elenca "una sequela di omissioni" nella salvaguardia dei
diritti umani. L'accusa è che i medici militari - non solo in Iraq, ma
anche in Afghanistan e nella base navale di Guantanamo (Cuba) - furono
"complici" delle torture ed ignorarono "sistematicamente"
l'etica professionale.
A meno di contrattempi dell'"ultim'ora",
si insedierà il primo settembre il Parlamento transitorio iracheno,
eletto nell'ambito dei lavori della Conferenza nazionale irachena. La prima
seduta - ha spiegato uno dei membri della nuova Assemblea, Fouad Maasum -
sarà dedicata alla stesura del regolamento dei lavori, alla definizione
del calendario delle riunioni successive e alla messa a punto delle questioni da
porre via via all'ordine del giorno. Il Parlamento transitorio avrà il
compito di assistere il Governo di Baghdad con funzioni consultive, e lo
assisterà nella preparazione delle elezioni generali in programma nel
gennaio del 2005. Ottantuno membri del Parlamento sono stati eletti nel corso
della Conferenza nazionale; i restanti diciannove sono ex componenti del
disciolto Consiglio di Governo, prima organo creato dopo la caduta del regime di
Saddam Hussein.