KENYA: La Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa denuncia le drammatiche conseguenze della siccità

Su milioni di persone incombe la morte per sete

Il Presidente Mwai Kibaki dichiara lo stato di catastrofe nazionale e sollecita aiuti per fronteggiare la carestia

GINEVRA, 19.
La spaventosa siccità che ha colpito gran parte del Kenya minaccia la sopravvivenza di circa due milioni e trecentomila persone, secondo i drammatici dati contenuti in un comunicato diffuso ieri a Ginevra dalla Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa per sollecitare aiuti internazionali per fronteggiare la crisi. Come noto, nelle scorse settimane il Presidente kenyano Mwai Kibaki ha dichiarato lo stato di catastrofe nazionale ed ha espresso il suo timore che la carestia possa colpire un numero ancora più elevato di persone se un'assistenza massiccia non sarà rapidamente mobilitata.
La siccità, alla quale non hanno posto rimedio le scarse precipitazioni registrate quest'anno nella stagione delle piogge, ha colpito gli allevatori e i piccoli coltivatori delle zone aride e semiaride delle duecento regioni amministrative del Kenya, cioè le categorie tradizionalmente più vulnerabili all'insicurezza alimentare. "I doni che abbiamo ricevuto ci hanno permesso di distribuire aiuti alimentari nelle regioni più colpite, ma le nostre risorse sono troppo limitate per poter affrontare una crisi così grande", ha detto il responsabile della Croce Rossa kenyana, Farid Abdulkadir.
In appena un mese, la proporzione degli abitanti che necessitano di assistenza è passata dal 10 al 21 per cento nella zona di Makueni, dove tra l'altro 121 persone sono morte dopo aver mangiato mais contaminato da una tossina.
Per poter assistere durante sei mesi almeno duecentomila persone, compresi quarantamila bambini, la Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha lanciato un appello ai Paesi donatori per ottenere aiuti per circa due milioni e mezzo di euro.
L'acuirsi della crisi in Kenya, paradossalmente uno dei Paesi in condizione meno drammatica nel desolante panorama africano, conferma gli spaventosi ritardi nell'attuazione dei più volte riaffermati impegni internazionali per la lotta alla sete in Africa, dove la tutela delle risorse idriche, connessa a quella più generale dell'agricoltura, costituisce un punto cruciale dello sviluppo e, più in generale, si traduce nella promozione della pace. Il Continente africano, che conta il 12 per cento della popolazione mondiale, dispone del 9 per cento delle risorse di acqua dolce, ripartite però in modo diseguale, male utilizzate e minacciate da utilizzi inquinanti e dissennati. Secondo l'Onu, solo il 64 per cento della popolazione africana ha accesso all'acqua potabile, comunque di qualità inferiore ai parametri di salubrità definiti dalle organizzazioni internazionali.
Finora sono mancati adeguati finanziamenti all'iniziativa per l'acqua lanciata al vertice dell'Onu sullo sviluppo tenuto a Johannesburg nel 2002, quando la comunità internazionale ribadì il ruolo fondamentale dell'acqua come risorsa indispensabile per lo sviluppo dei Paesi più arretrati - respingendo le ipotesi di privatizzazione di tale risorsa - e si impegnò a contrastare degrado ambientale, inquinamento, desertificazione, eccessivo sfruttamento dei mari e degli oceani, a limitare i processi di cambiamento del clima e a preservare l'ecosistema planetario.
Qualcosa, comunque, incomincia a muoversi, soprattutto grazie agli impegni assunti dalla Commissione dell'Unione Europea. Intervenendo al recente vertice straordinario dell'Unione Africana (Ua) tenuto a Sirte, in Libia - e significativamente dedicato proprio alla necessità della cooperazione tra Europa ed Africa sulle due cruciali questioni della tutela delle risorse idriche e del finanziamento delle missioni di pace nelle zone del continente africano devastate da guerre feroci e spesso ormai "endemiche" - il Presidente della Commissione europea Romano Prodi ha annunciato "... un contributo finanziario concreto e significativo all'iniziativa per l'acqua lanciata a Johannesburg (...) che debutterà con la creazione di un fondo per l'acqua". Per quanto riguarda l'agricoltura, nell'occasione Prodi aveva confermato l'imminente adozione di "misure pratiche" per raggiungere l'obiettivo fissato un anno fa a Maputo nel vertice congiunto Ua-Ue, che è di ca nalizzare il 10 per cento dei bilanci nazionali africani verso tale settore.