Gli indipendentisti ceceni: "Gli aerei abbattuti da Putin"

La Repubblica

27 Agosto 2004

MOSCA - "Gli aerei precipitati ieri potrebbero essere stati dirottati, anche da ceceni". Lo ipotizzano, per la prima volta, gli indipendentisti ceceni attraverso una nota sul sito Kavkazcenter, legato alla guerriglia, e firmata da Akhmed Zakaiev, dirigente di primo piano del movimento indipendentista. Il capo separatista ipotizza anche che i due Tupolev dirottati possano essere stati abattuti per ordine del presidente russo Putin.

La dichiarazione dei ceceni giunge mentre le autoritÓ di Mosca non hanno ancora confermato la matrice terroristica della doppia sciagura. "Tutte le ipotesi sono al vaglio", ha detto il ministro dei Trasporti, Igor Levitin, nominato dal presidente Vladimir Putin capo di una commissione di inchiesta che si occupa della vicenda. Ma il superprefetto del Cremlino per la Russia meridionale, Vladimir Iakovlev, ha detto che "l'ipotesi privilegiata resta quella dell'atto terroristico", anche se la raccolta delle prove Ŕ solo all'inizio.

In particolare, ha detto Iakolev, le scatole nere sono danneggiate e i primi esami "non hanno dato finora risultati utili". Il vicepresidente dell'ente federale russo dell'aviazione civile, Oleg Iermolov, ha espresso la speranza che i dati contenuti nelle scatole nere possano essere recuperati. "Prima tuttavia le dovremo restaurare", ha osservato Iermolov, sottolineando che va ancora verificata l'entitÓ dei danni.
Secondo la stampa russa, le indagini si starebbero concentrando in particolare su due passeggere dei voli precipitati. Il giornale Rossiskaia Gazeta parla di due donne caucasiche, mentre Komsomolskaia Pravda precisa che si tratta di due cecene e fa il nome di una di loro, Amanta Nagaieva, 30 anni. Secondo la stampa, ad avvalorare i sospetti nei loro confronti ci sarebbe il fatto che le due donne avrebbero comprato "contemporaneamente" i biglietti per i Tupolev della morte, appena un'ora, un'ora e mezza prima dei due decolli.
I due aerei, due Tupolev appartenenti a compagnie locali con in totale 89 persone a bordo, erano entrambi decollati dall'aeroporto moscovita di Domodiedovo, l'uno diretto a Volgograd e l'altro a Soci, sul Mar Nero, dove fino a ieri pomeriggio trascorreva un periodo di riposo il presidente Putin. Si sono schiantati praticamente in simultanea, l'uno nella regione di Tula e l'altro in quella di Rostov sul Don. Non ci sono stati superstiti. I rottami del velivolo precipitato nella zona di Rostov sono sparsi per un raggio assai ampio e secondo alcuni esperti fanno pensare all'esplosione, quelli dell'aereo caduto presso Tula sono invece pi¨ compatti.
Le squadre della protezione civile hanno completato oggi il recupero dei corpi delle 89 persone presenti sui due voli, un Tupolev 154 della compagnia locale russa Sibir e un Tupolev 134 della Volga-AviaExpress, caduto nella zona di Tula con 43 persone a bordo. "Le ricerche sono finite, mentre continua la procedure per le identificazioni", ha detto un portavoce della Sibir.