"I mezzi di informazione sono meravigliosi ma possono condizionare le scelte delle persone creando una realtà virtuale"

Il Papa: "Non abbiate paura dei media" Internet uno strumento prezioso

Presentata in Vaticano la lettera apostolica "Il rapido sviluppo" dedicata ai mezzi di comunicazione di massa

La Repubblica

22 Febbraio 2005

CITTÀ DEL VATICANO - Giovanni Paolo II ringrazia Dio per i mezzi di comunicazione di massa, internet compreso: sono "cose meravigliose" e "provvidenziali opportunità" delle quali la Chiesa può e deve servirsi senza paura. Al tempo stesso, però, nelle 19 pagine della lettera apostolica "Il rapido sviluppo", presentata oggi in Vaticano, il Papa ricorda che i media hanno la capacità di condizionare tutte le scelte delle persone, creando una realtà virtuale che le trasforma da soggetto a "fruitore", del quale ci si può servire per scopi economici e politici.

Di qui la necessità di garantire pluralismo e "una vera partecipazione di tutti alla loro gestione, anche attraverso opportuni provvedimenti legislativi", perché i "potenti strumenti della comunicazione", scrive il Papa, "hanno raggiunto una tale importanza da essere per molti il principale strumento di guida e di ispirazione per i comportamenti", dando vita a una cultura che "prima ancora che dai contenuti, nasce dal fatto stesso che esistono nuovi modi di comunicare con inediti linguaggi, tecniche e atteggiamenti psicologici".

Il Papa conferma una valutazione positiva su internet che "non solo fornisce risorse per una maggiore informazione, ma abitua le persone a una comunicazione interattiva". La Chiesa, scrive ancora Giovanni Paolo II a proposito di internet, "sta già utilizzando in modo creativo questo strumento, esplorandone le potenzialità nell'evangelizzazione, nell'educazione, nella comunicazione interna, nell'amministrazione e nel governo". Ma, prosegue il Pontefice, "a fianco di internet vanno utilizzati altri nuovi media e verificate nuove utilizzazioni di strumenti tradizionali. Tuttavia quotidiani e giornali, pubblicazioni di varia natura, televisioni e radio cattoliche rimangono indispensabili in un panorama completo della comunicazione ecclesiale".

Ai mezzi della comunicazione di massa cui è dedicata la lettera apostolica, il Papa attribuisce un'importanza tale da affermare che hanno creato una "nuova cultura globalizzata" nella quale la Chiesa si trova a svolgere la sua missione. Ma esiste il rischio che i media "manipolino la rappresentazione della realtà" o addirittura "favoriscano una confusione" con le realtà virtuali o inducano la convinzione che il "criterio di verità" è dato dalla "insistenza e frequenza dei messaggi" o dalla "opinione della maggioranza".

"Beni preziosi" per l'umanità del nostro tempo "al pari dell'aria, del cibo, dell'ambiente, del lavoro, dei diritti inalienabili della persona", i media vanno considerati "bene comune", la dimensione universale dei quali va tutelata agendo a livello "politico, legislativo, etico e culturale".

Per la Chiesa poi, essi sono "un sostegno prezioso" per la diffusione del Vangelo, per promuovere il dialogo tra le religioni, e "per difendere quei solidi principi che sono indispensabili per costruire una società rispettosa della dignità della persona umana e attenta al bene comune". Missione, non si nasconde il Papa, "certamente non facile in questa nostra epoca, in cui è diffusa in molti la convinzione che il tempo delle certezze sia irrimediabilmente passato".

Proprio per questo Giovanni Paolo II chiede alla Chiesa una sorta di "conversione" pastorale e culturale che coinvolga tutti, a partire dai vescovi, e non solo gli "addetti ai lavori". Ai quali, peraltro, va offerta "formazione" e data "attenzione pastorale". Perché i "professionisti della comunicazione" spesso sono sottoposti a "pressioni particolari" e "dilemmi etici". La comunicazione, infine, sia al suo interno che verso il mondo esterno, richiede "trasparenza", anche se la Chiesa ha il diritto "quando necessario", di "potersi garantire un'adeguata riservatezza".