Importante omelia di Benedetto XVI per l'insediamento a vescovo di Roma
Il Pontefice ammonisce: la Bibbia va interpretata attraverso la tradizione

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"La libertà di uccidere è tirannia"

ROMA - "La libertà di uccidere non è vera libertà ma è una tirannia che riduce l'essere umano in schiavitù". E' questo uno dei passaggi salienti dell'omelia tenuta oggi da papa Benedetto XVI durante la celebrazione eucaristica di insediamento sulla Cattedra di Roma, in San Giovanni in Laterano.

In difesa della vita. Il Pontefice, richiamandosi all'impegno del suo predecessore Giovanni Paolo II in difesa della vita, ha quindi ricordato come Wojtyla "davanti a tutti i tentativi, apparentemente benevoli verso l'uomo, di fronte alle errate interpretazioni della libertà, sottolineò in modo inequivocabile l'inviolabilità dell'essere umano, l'inviolabilità della vita umana dal concepimento fino alla morte naturale".

Bibbia e tradizione. Altro concetto chiave espresso dal Pontefice nella sua omelia è stato quello dedicato alla Bibbia. Le Scritture, ha ammonito Benedetto XVI, non si possono interpretare solo con gli strumenti della scienza esegetica - come fanno i protestanti - ma va letta alla luce della tradizione del magistero. "Nella Chiesa - ha spiegato il Papa - la Sacra Scrittura, la cui comprensione cresce sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, e il ministero dell'interpretazione autentica, conferito agli apostoli, appartengono l'una all'altro in modo indissolubile". E dunque, laddove la Sacra Scrittura viene "staccata dalla voce vivente" della Chiesa, ecco che essa "cade in preda alle dispute degli esperti".

"Il Papa non è sovrano assoluto". Benedetto XVI ha poi toccato un altro punto che aveva caratterizzato il dibattito preconclave nelle gerarchie ecclesiastiche. Il Papa, ha affermato, "non è un sovrano assoluto, il cui pensare e volere sono legge". Al contrario, ha aggiunto, il suo ministero "è garanzia dell'obbedienza verso Cristo e la sua parola". "Egli - ha proseguito - non deve proclamare le proprie idee, bensì vincolare costantemente se stesso e la Chiesa all'obbedienza verso la parola di Dio, di fronte a tutti i tentativi di adattamento e di annacquamento, come di fronte ad ogni opportunismo".