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Vigilia domenicale al Santo Sepolcro

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Enrique Bermejo Cabrera ofm

Gerusalemme è la città della luce e della Resurrezione. Cristo risuscitando divenne per tutti Luce di vita. Luce gioiosa, Luce infinita. Questa è una verità reale, non solo ideale. È una realtà perché il Signore è sempre vivo ed estende la sua Risurrezione a quanti, particolarmente, ne celebrano la memoria nel luogo stesso dell'avvenimento storico e nell'ora più significativa: quando la notte è vinta dalla luce, la morte dalla Risurrezione. Ciò avviene precisamente a Gerusalemme.

Il Sepolcro vuoto è segno dei compimento del mistero pasquale. Già i primi cristiani pellegrinavano a questo santo luogo, mossi dalla "gratia orationis", come diceva la pellegrina Egeria nel IV sec. La celebrazione memoriale da lei vista, viene rinnovata oggi dai francescani, custodi dei Luoghi Santi, coscienti di aver il dovere di tener viva la memoria evangelica nei Luoghi loro affidati.

Nelle veglie domenicali di Quaresima, essi recitavano il tradizionale mattutino. Con la riforma liturgica dei Vaticano II, fu necessario rinnovare il tutto, il che fu fatto ristudiando le antiche fonti liturgiche della Chiesa di Gerusalemme, ma avendo presenti due importanti principi: restar fedeli alla liturgia latina e adattarla ai Luoghi ove i misteri della salvezza si sono compiuti. Quindi, fondere le nuove norme conciliari, avendo presente quanto narra - nel suo "Itinerario" - la già citata Egeria, la quale appunta:

"Ma ciò che qui soprattutto è veramente gradevole e mirabile è che in ogni occasione gli inni e le antifone e le letture e le preghiere che il vescovo dice, manifestano espressioni sempre intonate e convenienti alla ricorrenza che si festeggia e al luogo in cui si celebra" (Itinerario, 47, 5; tr. Siniscalco).

The Franciscans in procession around the Aedicula

I Francescani in processione attorno all'Edicola

Ma in un altro testo, parlando della liturgia domenicale nella Basilica dei S. Sepolcro, così riferisce:

"Non appena il primo gallo ha cantato, subito il vescovo scende ed entra nella grotta dell'Anastasis... dove già risplende un gran numero di luci; appena la gente è entrata, uno dei sacerdoti recita un salmo e tutti rispondono; poi si dice una preghiera; quindi uno dei diaconi recita un salmo, ugualmente segue una preghiera; un terzo salmo è detto da un membro dei clero, si recita una terza preghiera e si fa memoria di tutti...

Si portano nella grotta dell'Anastasis alcuni incensieri, in modo che tutta la basilica si riempia di profumo. Allora il vescovo, in piedi dietro i cancelli prende il Vangelo, si avvicina alla porta della risurrezione dei Signore... Poi quando il vescovo sta dentro i cancelli, prende il Vangelo e si avvicina alla porta, e lo stesso vescovo legge (il brano) della resurrezione del Signore. Quando comincia a leggerlo, si sente un certo mormorio e tali gemiti da parte di tutte le persone, e tante sono le lacrime, che anche se una persona fosse di cuore duro, si commoverebbe fino al pianto per tutto quello che il Signore ha sofferto per noi.

Dopo la lettura del Vangelo, il vescovo esce ed è accompagnato con inni alla Croce (Calvario), e tutto il popolo lo segue. Ivi nuovamente si dice un salmo e si recita una preghiera. Quindi il vescovo benedice i fedeli e avviene il commiato"
(ibidem 24, 9-11).

Questa celebrazione, come si nota, comprende vari momenti: canto di tre salmi con rispettive preghiere - preghiera per tutti - incensazione della S. Tomba - proclamazione da parte dei Vescovo del Vangelo della Risurrezione - Processione al Calvario - stazione con salmo e preghiera ed infine benedizione e congedo.

Questi vari momenti, nel limite dei possibile, furono tutti recuperati. Seguendo lo svolgimento delle veglie domenicali di questa Quaresima si può dire che i Francescani di Terra Santa rivivono con semplicità ma anche con gioiosa consapevolezza ciò che Egeria scriveva della comunità cristiana di Gerusalemme ormai sedici secoli fa.

The resurrection in silver

Quadro della Risurrezione in argento

Ogni sabato notte alle 23.30 la Comunità francescana di San Salvatore, con a capo il padre Custode di Terra Santa, scende verso la basilica della Risurrezione, dove convengono altre comunità religiose della città santa e singoli fedeli. La Veglia si svolge nella Cappella dell'Apparizione di Gesù Risorto alla Madre e si apre con la processione dei ministri che recano il libro dei Vangeli, accompagnato da incenso e luci, e lo intronizzano sull'altare a simbolo della presenza di Gesù Cristo - Parola nella celebrazione.

Dopo l'invitatorio che dispone l'assemblea alla conversione, all'ascolto della Parola e alla Lode, e l'inno che ambienta nel tempo liturgico quaresimale, segue il canto della Salmodia. Dopo ogni salmo e antifona, attraverso convenienti spazi di silenzio, si favorisce la dimensione contemplativa della liturgia e si fa seguire una preghiera. Queste collette salmiche sono desunte da venerabili testi della liturgia ispanica (Liber orationum psalmographus e dalla serie di collette Visita nos), che come è noto riflette notevoli influssi dell'antica liturgia della Chiesa Madre di Gerusalemme. Alla Salmodia segue la proclamazione delle letture e poi i tre cantici dell'Antico testamento secondo l'ordinamento della Liturgia delle Ore.

A wooden model of the Holy Sepulchre

Modellino di legno del Santo Sepolcro (XVIII sec.)

A questo punto della Veglia domenicale si inserisce la parte tipica della liturgia gerosolimitana, la Memoria resurrectionis, voluta perché, secondo l'espressione di Egeria, tutto sia "adatto al giorno e al luogo" (aptus diei et loco). L'assemblea lascia la Cappella dell'Apparizione e, recando ceri accesi, simboli della luce di Cristo Risorto, si muove processionalmente intorno al "Sepolcro glorioso" dei Signore, mentre il padre Custode, presidente della celebrazione, porta l'Evangeliario e i diaconi lo incensano e diffondono il profumo d'incenso nella basilica."

Durante la processione si innalza il cantico dei Nuovo Testamento, Benedictus, alternandone i versetti con l'antifona: "Un angelo dei Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Alleluia. Alleluia". Si fa quindi l'incensazione della Tomba vuota e dei libro dei Vangeli collocato su di essa. Al termine di questo rito si torna alla Cappella per proclamare il Vangelo della Risurrezione, non essendo possibile farlo dinanzi al Sepolcro. La proclamazione dei Vangelo non è fatta, come normalmente avviene, dal diacono, ma dal padre Custode, volendo anche in questo recuperare un elemento carico di significato. Egeria infatti dice che il vangelo della Risurrezione era letto dal Vescovo: "Poi quando il vescovo sta dentro i cancelli, prende il Vangelo e si avvicina alla porta, e lo stesso vescovo legge(il brano) della resurrezione del Signore. Quando comincia a leggerlo, si sente un certo mormorio e tali gemiti da parte di tutte le persone, e tante sono le lacrime, che anche se una persona fosse di cuore duro, si commoverebbe fino al pianto per tutto quello che il Signore ha sofferto per noi."

Si fa poi la commemorazione di tutti mentre si acclama il Signore Risorto con il Kyrie eleison. Ancora il Diario di Egeria: "E dopo averli recitati per intero secondo il solito, il vescovo si alza e sta davanti alla cancellata, cioè davanti alla grotta, mentre uno dei diaconi ricorda, come si suole fare per consuetudine, i nomi dei singoli. E quando il diacono dice il nome dei singoli, i bambini, che assistono numerosi, rispondono sempre "Kyrie eleison", ciò che noi diciamo: "Signore, abbi pietà di noi"; e le loro voci sembrano infinite."

A procession by the Franciscans presided by the Latin Patriarch of Jerusalem

processione dei Francescani piesieduta
dal Patriarca Latino di Gerusalemme

La Veglia si conclude con un ultimo gesto di omaggio e di venerazione al Vangelo che viene incensato e innalzato in segno benedicente sull'assemblea. Tutto ciò mette chiaramente in evidenza il carattere pasquale di queste Veglie domenicali della Quaresima. A Gerusalemme, nella basilica della Risurrezione è sempre Pasqua dei Signore. La Tomba vuota lo attesta, il Vangelo lo proclama: il Signore è veramente risorto.

Mentre la comunità francescana lascia la basilica, verso l'una, i fratelli Greci ortodossi iniziano la loro liturgia eucaristica accompagnati da un meraviglioso coro di monache russe che ricordano spontaneamente le "Mirofore" del mattino di Pasqua. Proclamano anche loro il Vangelo della Risurrezione e più tardi lo faranno anche i fratelli Armeni ortodossi. In questa unità di fede, che supera e riscatta ogni divisione, i Francescani di Terra Santa si sentono non tanto custodi di luoghi e monumenti, ma umili servitori e annunciatori di Gesù Cristo Risorto dai morti e Vivente in eterno.

The Franciscan procession on Good Friday

La processione francescana del Venerdì Santo

  

 

© Text prepared by John Abela ofm based on articles and research by Virgilio Corbo ofm, Michele Piccirillo ofm and Eugenio Alliata ofm
Hi-Res pictures prepared by Michael Olteanu - Other pictures prepared by John Abela ofm and Michael Olteanu
B&W pictures courtesy of SBF-Jerusalem Archives - A joint project betweeen the Franciscans and Christusrex

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Created/Updated Saturday, March 10, 2005 at 20:31:33 by John Abela ofm, E.Alliata, Marina Mordin
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