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| L'ultima realizzazione |
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Il 2 gennaio 1997 nella chiesa del Santo Sepolcro si è respirata aria nuova. I raggi del sole sono ricomparsi ad illuminare la tomba dove fu deposto il Signore. Erano le 10 del mattino quando i drappi che ricoprivano la cupola recentemente restaurata sono stati tirati da parte per la meraviglia dei fedeli e delle personalità che avevano preso parte a questa semplice ma molto significativa cerimonia. Questo è l'ultimo risultato nella storia dei restauri di questo monumento, che rappresenta il santuario principale della cristianità. I segnali di speranza intravisti già negli anni sessanta stanno ora portando frutti. I visitatori del Santo Sepolcro nel corso di questi ultimi anni non potevano vedere la cupola oscurata da una enorme scaffalatura in attesa di un compromesso tra le tre principali comunità che officiano nella basilica. Esprimiamo certamente il desiderio di ogni cristiano augurandoci che questo luogo, testimone di un così grande "Mistero d'Amore", sia sempre non solamente ben tenuto ma anzi che la sua dignità sia ancor più messa in luce. E' ben vero che anche attraverso espressioni artistiche, tanto provenienti dal mondo orientale quanto da quello occidentale, se ben pianificate, possono portare una atmosfera armoniosa in un sito che appare sovraccaricato.
E sotto la "Luce" che penetra dalla trasparente lanterna della cupola non possiamo che guardare con rinnovata speranza allo stato precario della "Tomba", circondata da travi metalliche a protezione e per evitarne il crollo sotto il peso del tempo. La speranza è quella di vedere presto anche la "Tomba" liberata da queste accumulazioni del tempo. Possa questo essere non un sogno ma piuttosto una visione di un futuro che le generazioni presenti possano godere nella sua inerente bellezza. Con questa inaugurazione della decorazione della Cupola, una nuova "Luce" entra nel sito, proveniente da dove la stessa "Luce del mondo" è provenuta la Domenica di Risurrezione.
Quando padre Giuseppe Nazzaro ofm, Custode di Terra Santa, Diodoro I, Patriarca Greco Ortodosso di Gerusalemme, e Torkom Manoogian, Patriarca Apostolico Armeno di Gerusalemme, firmarono lo storico accordo per il restauro della Cupola era il 17 agosto 1994. la realizzazione finale propone 12 raggi d'oro, rappresentanti i 12 apostoli. Ogni raggio ha tre punte luminose, simboleggiando la Trinità. La luce proveniente dall'apertura centrale, così come da altre fonti artificiali perfettamente mimetizzate, esalta il fondo madreperlaceo che, man mano che si va verso l'alto si accende di stelle. Questo fondo si ispira alla descrizione biblica della nube luminosa che accompagna la Divina Presenza.
Possa la "Luce del Signore" illuminare tutto il mondo alla stessa maniera come oggi un raggio di luce è entrato dall'alto della cupola a rischiarare gli angoli oscuri attorno al luogo della Risurrezione! Possa essere questa un'altra pietra collocata nella costruzione del dialogo ecumenico così che possano essere alla fine rimosse tutte le strutture di sostegno ancora presenti in questo Luogo Santo. Discorso di Sua Beatitudine Diodoro I, In questi giorni stiamo meditando sul mistero dell'Incarnazione del Verbo divino mentre ci rallegriamo per aver egli accettato la sua missione salvatrice nei riguardi della nostra umanità. E, nello stesso tempo, non cessiamo mai dall'esprimere la nostra gratitudine al nostro Redentore, Cristo Signore, il quale passando attraverso la Croce e la Tomba è disceso agli inferi e fu risuscitato da morte il terzo giorno, facendo risorgere con sè anche l'uomo decaduto.
Per questo Luogo Santo, lo stadio raggiunto oggi è di grande significato, ed è anche un punto significativo del progresso dei lavori che tre Comunità religiose Cristiane (cioè il Patriarcato Greco Ortodosso, la Custodia della Terra Santa, e il Patriarcato Armeno), hanno intrapreso in questo Monumento Cristiano da tutti rispettato. La chiesa del Santo Sepolcro mantiene viva la sua identità liturgica come Luogo di Culto, pur offrendo il suo contributo unico all'eredità culturale mondiale.
L'odierna cerimonia, unica nel suo genere, è lo splendido frutto della necessaria cooperazione intervenuta tra le tre Comunià religiose sopra menzionate in vista del restauro e della decorazione della Grande Cupola. A parte questo, è una espressione della nostra fraterna coesistenza in questo luogo che ci insegna il perdono, la riconciliazione, l'amore e l'unità dal momento che colui che noi crediamo e proclamiamo Signore, ha qui "esteso le sue braccia e unito ciò che prima era diviso", chiamandoci tutti "ad essere una cosa sola" (Gv 17,21). È una proclamazione della presenza di una lunga serie di secoli di Cristianesimo in questa Terra Santa, che celebrerà tra tre anni il Santo Giubileo della nascita nella carne del Cristo, nostro Signore.
Preghiamo pertanto che questo evento sia come una scintilla del nostro avvicinamento spirituale In maniera che, pienamente coscienti della nostra responsabilità, possiamo entrare nel Terzo Millennio, condotti per mano dalla Verità, che è Cristo. E avendo fra noi in comune la Fede nel Vangelo e la regola della Diaconia esemplare che è l'Amore verso tutti.
Mentre scambiamo questi pensieri in questa occasione memorabile, ringraziamo di cuore tutti voi qui presenti, che siete uniti a noi nella gioia. Esprimiamo i sentiti rigraziamenti dei nostri Fratelli, di sua Paternità il Custode Giuseppe Nazzaro, e di sua Beatitudine il Patriarca Armeno Torkom Manoogian, nei riguardi dei nostri esperti e di tutti quelli che hanno contribuito alla realizzazione di questo progetto. In maniera speciale ringraziamo la Sig.a e il Sig. George Doty per il magnifico e generoso contributo che hanno offerto con la loro pia partecipazione in questo progetto che comprendeva la totale decorazione della Cupola. Non c'è alcun dubbio che la storia preserverà i loro nomi tra i grandi benefattori di questa Chiesa del Santo Sepolcro. |
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© Text prepared by John Abela ofm based on articles and research
by Virgilio Corbo ofm, Michele
Piccirillo ofm and Eugenio Alliata ofm
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