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| L'epoca dello splendore (335-614 dC) |
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La Chiesa madre di Gerusalemme si prese cura di questo sito con grande amore e rispetto. Qui si riuniva a celebrare il Mistero della Salvezza. Qui si radunava a riflettere sul grande amore di Dio nei riguardi dell'umanità. Testimonianze di questo amore e rispetto verso il Luogo santo sono frequenti nelle relazioni e negli scritti dei pellegrini che hanno visitato questo luogo in questo tempo. Cirillo, vescovo di Gerusalemme, in una delle sue omelie tenute di fronte alla tomba, afferma che l'anticamera della tomba era stata rimossa per fare spazio alle nuove strutture ideate dagli architetti bizantini. Egli afferma anche che la grande pietra di chiusura della tomba si conservava ancora presso la tomba medesima. L'Anonimo pellegrino di Piacenza descrive, nel 570 dC, le spendide gemme e gli oggetti d'oro e d'argento posti su questa pietra. Afferma anche che l'esterno della tomba era tutto "ricoperto d'argento" e che un altare si trovava davanti alla tomba.
Un mosaicista cristiano del VI secolo, della città di Madaba (Giordania), riprodusse la città di Gerusalemme del suo tempo all'interno di una grande Carta, disegnata sul pavimento di una chiesa e comprendente il territorio tra il Libano e l'Egitto. La città di Gerusalemme domina il mosaico (scoperto nel 1896/7) e l'edifico costantiniano del Santo Sepolcro è l'edificio centrale della città murata. |
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© Text prepared by John Abela ofm based on articles and research
by Virgilio Corbo ofm, Michele
Piccirillo ofm and Eugenio Alliata ofm
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