franciscan cyberspot
La liturgia di Gerusalemme secondo Egeria (IV sec.)
(especially during Holy Week)

MENU

  * Inizio
  *Introduzione
  * Topografia
  * Cava
  * Tempio
  * Giardino
  * Bizantini
  * Gloria
  * 614-1009
  * 1009-1099
  * Crociati
  * Decadenza
  * Cristiani
  * Turchi
  * Di nuovo
  * Restauro
  * Francescani
  * La porte
  * Vigilia
  * Egeria
  * Liturgia
  * Costantino
SINTESI

  * Italiano
  * Français
  * Português,
  * Español


Gli uffici domenicali

La domenica

Nel settimo giorno, cioè nel giorno della domenica, prima del canto del gallo, si raduna tutta la folla dei fedeli che può essere contenuta in quel luogo. come avviene nella Pasqua, nella basilica che si trova accanto all'Anastasis, però fuori dove prendono le lampade messe per tale circostanza. Per paura di non giungere al canto del gallo, vengono in anticipo e si mettono a sedere. E si dicono inni ed anche antifone, e si fanno preghiere a ciascun inno ed antifona. I sacerdoti e i diaconi sono sempre pronti in quel luogo per la celebrazione della veglia a causa della folla che ivi si raduna. L'uso è questo: che prima del canto del gallo non si aprono i Luoghi Santi.



Gli uffici

Appena avrà cantato il primo gallo, subito il vescovo scende ed entra nella grotta dell'Anastasis. Vengono aperte tutte le porte, ed entra tutta la folla dei fedeli nell'Anastasis, dove già ardono innumerevoli lampade, e quando è entrato tutto il popolo, uno qualsiasi dei sacerdoti recita un salmo e tutti rispondono:  dopo questo salmo si fa una preghiera. Da uno qualunque dei chierici viene recitato anche il terzo salmo, e si fa per la terza volta una preghiera e la commemorazione generale.

Detti questi tre salmi e fatte le tre preghiere, ecco che anche i turiboli vengono introdotti nella grotta dell'Anastasis in modo che tutta la basilica dell'Anastasis si riempie di fragranza. Poi quando il vescovo sta dentro i cancelli, prende il Vangelo e si avvicina alla porta, e lo stesso vescovo legge(il brano) della resurrezione del Signore. Quando comincia a leggerlo, si sente un certo mormorio e tali gemiti da parte di tutte le persone, e tante sono le lacrime, che anche se una persona fosse di cuore duro, si commuoverebbe fino al pianto per tutto quello che il Signore ha sofferto per noi.

Il vescovo, letto il vangelo, esce, e viene condotto con inni alla Croce, e tutto il popolo va con Lui. Là nuovamente si dice un solo salmo, e si fa la preghiera. Poi benedice i fedeli, e avviene il congedo. All'uscita del vescovo tutti si accostano alla sua mano.

Subito il vescovo si ritira nella sua abitazione, e da quell'ora ritornano tutti i"monazontes" all'Anastasis, e vengono recitati i salmi e le antifone fino all'alba; e ad ogni salmo ed antifona si fa una preghiera: ogni giorno i sacerdoti e i diaconi vegliano a turno nell'Anastasis insieme al popolo. Per quanto riguarda i laici, uomini e donne, quelli che desiderano, stanno fino all'alba; quelli che non vogliono, ritornano alle loro case, e vanno a dormire.



Uffici del mattino

Fattosi giorno, siccome è domenica, si celebra la funzione nella chiesa maggiore che costruì Costantino, la quale chiesa si trova presso il Golgota, dietro la Croce, e secondo la consuetudine si dicono le preghiere, che si fanno dappertutto nel giorno della domenica. In verità qui vi è l'uso che di tutti i sacerdoti che siedono accanto al vescovo, quanti vogliono, possono predicare; dopo tutti predica il vescovo. Queste predicazioni si fanno sempre in giorno di domenica per istruire il popolo nelle (Sacre)Scritture e nell'amore di Dio; quando vengono fatte quelle predicazioni, avviene un grande ritardo nel congedare (i fedeli) dalla chiesa, e perciò il congedo capita un pò prima dell'ora quarta e casualmente prima dell'ora quinta.
Quando viene fatto secondo il solito il congedo dalla chiesa nel modo che si fa dappertutto, allora i "monazontes" accompagnano con inni il vescovo dalla chiesa fino all'Anastasis. Quando il vescovo comincia a venire alla recita degli inni, vengono aperte tutte le porte della basilica dell'Anastasis, entra tutto il popolo, però i fedeli, non i catecumeni.

Quando il popolo è entrato, entra il vescovo, e subito entra dentro la cancellata del Martirio che sta sulla grotta. Dapprincipio si dicono preghiere di ringraziamento, e si fa una preghiera per tutti; poi il diacono ad alta voce dice che tutti inchinino il capo, così come stanno, e in tal modo il vescovo, stando dentro la cancellata interna, li benedice e dopo esce.

Mentre il vescovo esce, tutti si accostano alla sua mano. E così succede che il congedo viene ritardato fin quasi alla quinta e alla sesta ora. Poi il lucernare si fa ugualmente secondo l'uso d'ogni giorno. Quest'uso si osserva per tutto l'anno, eccetto i giorni solenni, per i quali abbiamo annotato in seguito, come si fa in essi.

Tra le altre cose questo è assai importante: essi fanno in modo che si dicano salmi e antifone sempre appropriate, sia quelli che si dicono di notte, sia quelli che si dicono prima del mattino, come quelli che si dicono durante la giornata, all'ora sesta, all'ora nona e al lucernare: essi sono così appropriati da corrispondere alla funzione che si celebra.

E in tutto l'anno si va nella chiesa maggiore, cioè quella che è presso il Golgota, ossia dopo la Croce, che costruì Costantino; però una sola domenica, cioè il cinquantesimo giorno(dopo Pasqua) ossia a Pentecoste, si va al Sion, come si troverà in seguito notato; ma si va là al Sion in maniera che prima dell'ora terza si possa anticipare il congedo nella chiesa maggiore.



Quaresima

Parimenti, quando giungono i giorni del ciclo pasquale(le funzioni) si celebrano così. Come da noi si dà importanza ai quaranta giorni prima di Pasqua, così anche qui sono tenute in considerazione le otto settimane  precedenti la Pasqua. Perciò(i fedeli) osservano(il digiuno) per otto settimane, però nei giorni di domenica e nei sabati non digiunano, ad eccezione di un solo giorno di sabato, che è quello della vigilia di Pasqua, in cui si deve digiunare; quindi ad eccezione di quel sabato, qui non si digiuna mai in tutti i sabati dell'anno. Perciò se si tolgono dalle otto settimane otto giorni di domenica e sette giorni di sabato, perché in un sabato si deve digiunare, come ho detto sopra, restano quarantuno giorni di digiuno, giorni chiamati "eortae", cioè giorni di Quaresima.



 

© Text prepared by John Abela ofm based on articles and research by Virgilio Corbo ofm, Michele Piccirillo ofm and Eugenio Alliata ofm
Hi-Res pictures prepared by Michael Olteanu - Other pictures prepared by John Abela ofm and Michael Olteanu
B&W pictures courtesy of SBF-Jerusalem Archives - A joint project betweeen the Franciscans and Christusrex

Please fill in our Guest book form - Thank you for supporting us!
Created / Updated Saturday, March 10, 2005 at 20:31:20 by John Abela ofm, E.Alliata, Marina Mordin
Web site uses Javascript and Cascading Style Sheets - Space by courtesy of Christus Rex
logo

cyber logo footer