Il trucco della ribalta letteraria

Il trucco della ribalta letteraria

Marcello Gardani 1996/09/30

Concorsi letterari? Si sa...

Molti autori sanno che la maggior parte dei concorsi letterari si risolvono nella ricezione di un diploma magniloquente per l'autore e nella ricezione di una modesta tassa di partecipazione per gli organizzatori.

Tuttavia questa forma di adescamento, pur proficua, è anche scoperta e poco costosa. Anche se moltiplicare 20.000 o 50.000 lire per centinaia o migliaia di partecipanti porta ugualmente a cifre ragguardevoli.

Invece vorrei descrivere un sistema meglio congegnato di spremere soldi agli autori.
Perché io ci sono caduto, ma vorrei aiutarvi a non subire la stessa sorte.
Lo possiamo chiamare "il trucco della ribalta letteraria."

Il primo contatto

Nella primavera 1992 proposi il mio libro di racconti "Una meteora chiamata Sole" a svariate case editrici. Un paio, tra cui la Joppolo Editore, mi proposero (8/7/1992) un contratto (pagina 2) di edizione a pagamento che io rifiutai cortesemente.

Chi si rilegge...

Avevo scordato la Joppolo editore, ma la Joppolo editore non aveva scordato me...

Due anni dopo, il 27/5/94, ricevetti un' offerta strabiliante: la Joppolo Editore scriveva "siamo disposti a pubblicare a nostra cura e spese l'opera a Suo tempo da Lei sottopostaci senza successivo accordo editoriale".

Tuttavia, a causa dei "pesanti oneri economici" (che ormai conoscete bene...), intendeva "sottoporre ad indagine di mercato la commerciabilità dell'opera."
Per attuare ciò voleva acquistare una pagina pubblicitaria su "Il Giornale" di Milano, nell'ambito dell'iniziativa "Fiori di Campo 1994".

La matematica non è un'opinione

Aggiungeva un conteggio dettagliato, (pagina 2), da cui si evinceva che il costo di tale pagina sarebbe stato di L. 60.000.000, di cui 1.200.000 a carico di ciascun autore (da 30 a 40) che volesse partecipare all'"indagine di mercato" ed il resto a carico della casa editrice.

Se almeno 290 lettori avessero acquistato l'opera, l'editore avrebbe provveduto alla stampa dell'opera a proprie spese.

Non c'è trucco e non c'è inganno

Nonostante le mie perplessità, il fatto che l'editore partecipasse alle spese con una cifra variante dai 12.000.000 ai 24.000.000 testimoniava se non altro a favore della sua onestà.

Inoltre la cifra in gioco era anche relativamente modesta.

Così accettai e, il 10/6/94, versai 1.200.000 lire al signor Joppolo in persona.

Siamo sicuri che non ci sia trucco?

Avevo come una strana sensazione, però (voi mi capite...), così, sfruttando le mie conoscenze nella concessionaria di pubblicità, feci quello che non era in potere di fare a nessuno degli altri autori coinvolti e a cui avrei dovuto pensare prima:
verificai di quale sconto Joppolo avesse beneficiato dalla concessionaria di pubblicità per la sua pagina promozionale, apparsa il 21/7/1994.

Mi aspettavo uno sconto sensibile, ma restai trasecolato quando scoprii che aveva pagato non i 60.000.000 gabellati agli autori nel suo dettagliato conteggio, bensì 8.080.000 lire.

I conti sono presto fatti: di fronte a 36.000.000 incassati dagli autori, l'editore ne avrebbe spesi una decina, quindi con un guadagno di circa 26.000.000.

A questo punto, il 24/7/1994, senza neppure aspettare i risultati dell'"indagine di mercato", avendo ormai capito di che cosa si trattasse, scrissi una vibrante lettera alla Joppolo editrice, chiedendo spiegazioni in merito.

Ma, avete già capito, senza più ricevere risposta alcuna.

Conclusione

Soltanto l'11/10/1994 mi arrivò la stereotipa risposta ufficiale all'"indagine di mercato". Almeno un libro doveva essere stampato, e, guarda caso, un solo libro aveva raggiunto il numero di copie necessarie alla pubblicazione. Naturalmente non era il mio.

Mi chiedo anche se esso esistesse, in realtà, o non fosse un libro fittizio. Infatti sarebbe bastato, a Joppolo, far finta di spedire al notaio per conto di altri le poco più di trecento richieste di un libro inventato da lui, per risparmiare anche le spese di edizione del vero primo classificato...

La risposta riportava la frase "In una competizione non tutti possono vincere...", ma la Joppolo "editore" (senza offesa per i veri editori) risultava sicuramente la vincitrice assoluta della "competizione", assicurandosi il gruzzoletto più consistente, non certo con il libro pubblicato (forse...), bensì con i soldi spillati agli autori.

Repetita juvant

Questa benemerita casa editrice (sempre senza offesa per i veri editori) trovò la competizione così appassionante che, caso forse unico nello stanco panorama letterario italiano, meno di due mesi dopo, il 18/9/1994, ripeteva l'iniziativa dell'"indagine di mercato", inaugurando così la fastosa moda di indire ben due premi letterari nello stesso anno!
Stavolta avevano abboccato altri 31 autori, con un incasso di 37.200.000, da cui detrarre, naturalmente, altri 8.080.000 di "pesanti oneri economici"...

Prosit!


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