RACCOMANDATA

Gussola, 24/7/1994

Da:
Dr. Marcello Gardani
Via Roma 181
26040 Gussola (CR)

A:
Sig. Francesco Joppolo
Joppolo editore
Via Volvinio 38
20141 Milano

Oggetto: Iniziativa "Fiori di campo".

Egregio signor Joppolo,
come si ricorderà, il 27/5/94 mi ha inviato una lettera per propormi di aderire alla sua iniziativa promozionale "Premio letterario Fiori di Campo" che prevedeva l'acquisto di una pagina di pubblicità sul "Giornale" (prenotata per il 21/7/1994) per stimolare l'eventuale acquisto dei libri di 30/40 autori esordienti.

Nella sua lettera con la richiesta d'adesione, lei aveva accluso un dettagliato conto economico, da cui risultava che il costo di detta pagina risultava pari a L. 435.000 per modulo, per 112 moduli = L. 48.720.000, + 19% IVA, pari a complessive lire 57.976.800. A questi si aggiungevano i costi di composizione e fotolito, valutati forfettariamente, per raggiungere la cifra da lei citata di L. 60.000.000.

Ciascuno degli autori aderenti avrebbe dovuto contribuire a questo importo con L. 1.200.000; per 30 aderenti ciò avrebbe significato L. 36.000.000 complessivi. La cifra restante per raggiungere i 60.000.000 sarebbe evidentemente stata a suo carico.

In base a questi conteggi, il 10/6/94 ho aderito all'iniziativa ed ho provveduto a versare nelle sue mani un assegno di L. 1.200.000.

Può immaginare la mia sorpresa quando, per curiosità, ho controllato il vero costo di una pagina sul Giornale come quella da lei acquistata con il nostro preteso parziale contributo, ed ho visto che esso è pari a L. 8.000.000, contro la cifra ben più alta da lei inviataci nella sua proposta.

Ciò significherebbe che lei, a fronte di una spesa di una decina di milioni, ne avrebbe incassato almeno trentasei (!) dagli autori, facendo loro credere di avere invece sostenuto spese ben superiori alle loro.

Egregio signor Joppolo, spero di sbagliarmi, e non desidero altro che lei smentisca quanto da me affermato, con prove documentate, ma se fosse vero quanto sopra, se, cioè, lei avesse deliberatamente inviato un conteggio scandalosamente falso agli autori, per spremere loro denaro ed avere il suo guadagno non dalla pubblicazione dei loro libri, ma lucrando sulla loro buona fede nei suoi confronti, allora non le nascondo che la buona impressione che mi aveva fatto durante il nostro incontro si rivelerebbe falsa.

Di più, ciò significherebbe che l'iniziativa non sarebbe stata presa per promuovere realmente la vendita dei libri inediti, perché il suo guadagno verrebbe dalle tasche degli autori turlupinati.

In tal caso penso che si potrebbe addivenire ad una risoluzione amichevole della controversia solo se lei acconsentisse a restituire a tutti e trenta gli autori, anche i 29 che non hanno effettuato la mia verifica e che si fidano tuttora, almeno la cifra risultante dalla differenza tra le somme incassate e quelle documentatamente spese per la stampa, dimostrando così la sua buona fede.

Altrimenti considererei mio dovere morale prendere iniziative che le impediscano di potersi approfittare in futuro dell'ingenuità altrui.

Ripeto, spero di sbagliarmi, spero che lei mi smentisca con prove concrete. In tal caso sarei felice di porgerle fin d'ora le mie più sentite scuse per le considerazioni che avrei indebitamente espresso a suo riguardo.

Vorrei comunque avere presto una sua risposta a questa mia lettera poiché, come potrà immaginare, questo fatto rappresenta per me un motivo di grande inquietudine.

Distinti saluti.

Marcello Gardani


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