DEA: domande (ufficiali) e risposte (ufficiose)

Marcello Gardani 1996/8/18
Ultima modifica 1998/1/10

Ho ritenuto interessante riportare la serie completa delle domande che la DEA (Drug Enforcement Administration, l'ufficio degli Stati Uniti che si occupa della repressione del traffico di stupefacenti) suggerisce di porre a chi sostenga la liberalizzazione della droga

Non potevo perder l'occasione di dar loro le attese risposte.


DEA: domande (ufficiali) e risposte (ufficiose)

DEA Preface

Questions To Ask

There was consensus among the participants at the Anti-Legalization Forum, too, on the need to ask a number of questions of those proposing legalization. Too often, the specifics of how to implement a system for distribution and sale of legalized drugs are never discussed. Instead, simplistic rhetoric is used to deflect serious consideration of the many questions that must be thought through before one can evaluate the ramifications of their proposals. This is the great weakness of the pro-legalization position. Participants in the Forum suggested that the following questions be asked consistently in order to illustrate the shallowness of the legalization concept.

Prefazione della DEA

Domande da porre

C'è stato consenso, tra i partecipanti al Forum Anti-Legalizzazione [della droga], anche sul bisogno di porre un certo numero di domande a coloro i quali [ne] propongano la legalizzazione. Troppo spesso, i particolari di come realizzare un sistema per la distribuzione e la vendita delle droghe legalizzate non sono mai discussi. Invece, una retorica semplificatrice è utilizzata per deviare una seria considerazione delle molte domande a cui bisogna pensare bene, prima che si possano valutare le ramificazioni delle proprie proposte. I partecipanti al forum hanno suggerito che le seguenti domande vengano poste coerentemente, allo scopo di illustrare la superficialità del concetto di legalizzazione.

Accogliamo entusiasticamente questa esigenza posta dalla DEA e rispondiamo dettagliatamente a ciascuna domanda, utilizzando come fonte del diritto i "Principi Primi", cioè il diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni", che permette a ciascuno la "ricerca della propria felicità" senza mai permettergli di far del male al prossimo o di violarne l'uguale, assoluto, diritto di autodeterminazione. (Chi fosse interessato ad approfondire tali argomenti è invitato a leggere "L'Anticostituzione", disponibile sempre in queste pagine).

1) Should all drugs be legalized?

1) Tutte le droghe dovrebbero essere legalizzate?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Il cittadino X ha quindi il diritto di disporre dei propri beni per produrre droga.

Il cittadino Y ha il diritto di disporre dei propri beni per acquistare la droga dal cittadino X.

Il cittadino Y ha il diritto di disporre del proprio corpo per assumere la droga così acquistata.

(Per il caso degli incapaci mentali si veda la terza domanda).

La risposta alla domanda è quindi:

Sì.

(Tutte le droghe devono essere legalizzate, o depenalizzate. Nessuno può impedire con la violenza la produzione, il commercio ed il consumo di qualsiasi droga).

2) Who will determine which segments of the population will have access to legalized drugs?

2) Chi determinerà quali segmenti della popolazione avranno accesso alle droghe legalizzate?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Questo diritto non fa distinzione tra un cittadino e l'altro. Ogni cittadino è sovrano di se stesso.

La risposta alla domanda è quindi:

Nessuno.

(Nessuno ha il diritto di determinare quale segmento della popolazione avrà accesso alle droghe legalizzate e di imporre con la violenza l'obbedienza a queste decisioni).

3) Will they be limited only to people over eighteen?

3) (Le droghe) saranno limitate solo alle persone sopra i diciotto (anni)?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Questo diritto può essere applicato da chi è in grado di comprenderlo.

Un bimbo di un mese non è in grado di comprenderlo e di applicarlo. Un bimbo di sei anni è in grado di comprenderlo meglio, un bimbo di undici ancora meglio, un bimbo di quaranta... meglio ancora. Tuttavia non esiste un limite preciso (diciotto anni? ventuno?) prima del quale una persona sia totalmente incapace di intendere e di volere ed oltrepassato il quale la stessa persona diventi totalmente capace di intendere e di volere. Oltretutto ogni persona è diversa da un'altra ed esistono persone purtroppo incapaci di intendere e di volere a qualsiasi età. Quindi qualsiasi limite arbitrario (diciotto anni? diciotto anni, due mesi e tre giorni?) è semplicemente assurdo. La soluzione migliore è probabilmente quella di considerare maggiorenni, quindi capaci di intendere e di volere (assumendosene quindi totalmente le conseguenze, positive e negative) tutte le persone che decidano, con atto sovrano, di essere tali e rilascino una dichiarazione (scritta) che liberi genitori e Stato dalla patria potestà. Questa assunzione di responsabilità può ritenersi automatica al compimento di una determinata età (ad esempio i venti anni), fatti salvi i totali infermi di mente.

Pertanto la risposta alla domanda è:

Potranno far uso di droghe tutte le persone che dichiarino di essere autonomamente capaci di intendere e di volere, indipendentemente dall'età.

4) Will cocaine, heroin, LSD and PCP be made available if people request them?

4) La cocaina, l'eroina, l'LSD ed il PCP saranno resi disponibili se la gente li richiede?

La risposta è ovviamente già compresa nella risposta alla domanda 1 ed è:

Sì.

5) Who will sell drugs? The government? Private companies?

5) Chi venderà le droghe? Il governo? Compagnie private?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Dalla risposta 1 sappiamo già che qualsiasi cittadino non totalmente infermo di mente può produrre, commerciare ed usare qualsiasi droga. Quindi qualsiasi compagnia privata potrà vendere droghe. In teoria lo potrebbe anche il governo. Motivazioni morali indurrebbero invece a volere che il governo si astenesse volontariamente dal guadagnare denaro vendendo prodotti nocivi alla salute dei cittadini. Questo non è tuttavia un obbligo da imporre con la violenza.

La risposta è quindi:

Chiunque potrà vendere droghe.

6) And who is liable for damages caused by drug use and the activities of those taking drugs?

6) E chi è responsabile per i danni provocati dall'uso della droga e dalle attività di coloro i quali assumono droghe?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Questo principio non vale solo per lo Stato, ma anche per ogni cittadino. In virtù di questo principio tu puoi assumere droghe, ma non puoi violare il diritto individuale di autodeterminazione di un'altra persona.

Pertanto, se, utilizzando droghe, tu provochi dei danni a qualcun altro, tu solo sei responsabile di ogni conseguenza contro il corpo o contro i beni dell'altro, e tu soltanto ne dovrai sopportare tutte le conseguenze economiche o penali.

La risposta è quindi:

Il solo responsabile per i danni provocati dall'uso della droga sarà chi l'assume.

7) Who will collect the revenues generated by the drug sales?

7) Chi raccoglierà i redditi generati dalla vendita delle droghe?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Pertanto, se tu ottieni un reddito dalla vendita delle droghe, nessuno può togliertelo con la violenza.

La risposta è quindi:

Chi venderà droghe ne raccoglierà i redditi.

8) How will a black market for cheaper drugs be controlled?

8) Come sarà controllato un mercato nero per le droghe più a buon mercato?

La domanda è infantile. Il mercato nero delle droghe a buon mercato verrà controllato esattamente come viene controllato il mercato nero del prosciutto a buon mercato e delle biciclette a buon mercato.

La libera concorrenza dei produttori e dei venditori è in grado da sola di offrire ogni bene al minor prezzo possibile.

Solo limitazioni di legge generano il mercato nero.

La risposta è quindi:

Non esisterà un mercato nero delle droghe a buon mercato.

9) Who will bear the costs to society of increased drug use?

9) Chi sopporterà i costi alla società dell'aumentato uso delle droghe?

La domanda è sottilmente e volutamente fuorviante.

Non esistono i "danni alla società". Esistono solo danni a persone ed a gruppi di persone (eventualmente tutte le persone esistenti). Non esistono i "costi per la società". Esistono solo costi per persone e gruppi di persone.

Chi pone le domande in questi termini di solito vuole confondere le idee, per introdurre un concetto ("società") che si presta ad essere usato per conculcare il diritto di ogni singolo individuo di vedersi rispettare nel sua totale autodeterminazione.

E' con l'ipocrita copertura di parole inoffensive come queste ("costi per la società", "il bene comune", "il bene del popolo", "la volontà popolare") che il crimine legale organizzato calpesta i diritti individuali di ogni uomo libero.

Inoltre la domanda assume come un dato di fatto che la liberalizzazione delle droghe ne provocherà un aumentato consumo.

Questa affermazione è indimostrata, (anche se la DEA tenta di farlo), perché potrebbe aversi anche una riduzione del consumo delle droghe.

Ci si può attendere che, di fronte alla riduzione del loro prezzo, fattore che ne incentiverebbe il consumo, decresca il "fascino del proibito", il che ne disincentiverebbe l'utilizzo. Oppure che, come per l'uso del tabacco, esse vengano giustamente considerate un vizio appannaggio degli strati inferiori e più ignoranti della popolazione, e che ne venga quindi spontaneamente decresciuto l'impiego.

Chi può prevedere come evolveranno i costumi nel campo dell'uso di tabacco, alcool o droghe nei prossimi 10, 100 o 1000 anni?

Nessuno.

Riformulando la domanda nel modo seguente:

Chi sopporterà i costi dei danni prodotti dall' uso delle droghe?

essa si rivela essere una riedizione della domanda 6.

La risposta è quindi identica:

Il solo responsabile per i danni provocati dall'uso della droga sarà chi l'assume.

10) How will absenteeism and loss of productivity be addressed by business?

10) Come saranno gestiti l'assenteismo e la perdita di produttività da parte degli affari?

Attenzione ai sottintesi: la domanda assume ancora, senza dimostrazione, che vi saranno aumenti di assenteismo e maggiore perdità di produttività.

Anche ammesso, per assurdo, che sia così, risolviamo il quesito.

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Da questo principio deriva il

Corollario del contratto: Ogni uomo è libero di stipulare un contratto con un altro uomo, purché esso sia legato alla sua persona o proprietà.

Pertanto aziende e uomini possono stipulare qualsiasi contratto che riguardi le loro persone o proprietà.

Questo contratto potrà stabilire che l'assenteismo e la perdita di produttività per uso di tabacco, alcool o droghe sono a carico dell'azienda, o del dipendente, o di entrambi. Oppure tale contratto può stabilire che il dipendente non può far uso di tabacco, alcool e droghe, pena il licenziamento. Oppure che l'uso di tabacco, alcool e droghe è obbligatorio, pena il licenziamento.

Qualsiasi accordo liberamente sottoscritto da entrambe le parti è accettabile e risolve il quesito posto dalla domanda.

La risposta è dunque:

L'assenteismo e la perdita di produttività conseguenti all'uso delle droghe saranno gestiti secondo i termini del libero contratto stipulato tra le parti.

11) Will the local drug situation in a community dictate which drugs are sold where?

11) La situazione locale della droga in una comunità detterà quali droghe siano vendute?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Per il fatto di risiedere in una comunità oppure in un'altra nessuno può violare il tuo diritto alla libertà.

La risposta è quindi:

No.

12) How will society care for and pay for the attendant social costs of increased drug use, including family disintegration and child neglect?

12) La società come si prenderà cura e pagherà per i costi sociali connessi all'incrementato uso della droga, includendo la disintegrazione delle famiglie e l'abbandono dei figli?

Come già sottolineato, la società non esiste altro che nelle interessate fumosità retoriche...

La domanda si riferisce ai costi sostenuti dallo Stato (non della società) per gli effetti deleteri dell'uso della droga.

Limitiamoci anche soltanto alla disintegrazione delle famiglie ed all'abbandono dei figli, come riportato nella domanda.

La domanda assume ancora, senza dimostrazione, che vi sarà un aumentato uso della droga.

Inoltre assume ancora, senza dimostrazione, che vi sarà un aumento di "costi sociali", includendo la disintegrazione delle famiglie e l'abbandono dei bambini.

La domanda assume ancora che lo Stato abbia il diritto, per la lodevole iniziativa di aiutare famiglie disgregate e bambini abbandonati, di esercitare violenza sui suoi sudditi (non cittadini, ma sudditi), per estorcere loro con la forza il denaro necessario agli aiuti sopra riportati.

Il bene compiuto attraverso il male non è bene, bensì malvagità mascherata.

Solo attraverso donazioni volontarie o prestiti, privati o statali, non attraverso le imposte (che sono un'estorsione legale), è lecito aiutare le famiglie disgregate ed i figli abbandonati.

Chi ti estorce denaro con la violenza è un criminale, sia esso lo Stato, un mafioso od un delinquente da strada.

Solo tu hai il diritto di decidere se i tuoi principi morali e religiosi ti consentono di restare indifferente al dramma delle famiglie disgregate e dei bimbi abbandonati.

La risposta è quindi:

Gli aiuti alle famiglie disgregate ed ai bimbi abbandonati saranno sostenuti da tutti quelli che lo vorranno spontaneamente fare. Lo Stato potrà intervenire con qualsiasi mezzo (prestiti, donazioni, aiuti in natura) che non comporti l'istituzione od il mantenimento di imposte estorte con la violenza ai cittadini.

13) Will people still need prescriptions for currently controlled medications, such as antibiotics, if drugs are legalized?

13) La gente avrà ancora bisogno di una ricetta medica per i medicinali correntemente sotto controllo, come gli antibiotici, se le droghe saranno legalizzate?

Basta sostituire il termine "antibiotici" al termine "droga" nella domanda 1 per rendersi conto che la risposta è:

No.

(Nessuno potrà esercitare violenza su chi venda un medicinale a chi non disponga della relativa ricetta medica).

Vale la pena di un commento ulteriore, "a latere".

Se tu sei malato e credi che un medicinale possa salvarti la vita, puoi anche sbagliarti, ma è la tua vita ad essere in gioco, è il tuo bene che tu desideri. Sei tu che hai il diritto assoluto di disporre dei tuoi beni per acquistare la medicina, di disporre del tuo corpo per assumerla. Sei tu che hai il diritto finale di decidere.

Invece qualcuno pensa che un gruppo di burocrati a reddito fisso, seduti ad una scrivania, possano scegliere meglio di te su quanto riguarda la tua salute.

Allo Stato, come a qualsiasi associazione o privato, è concesso di consigliarti, non di obbligarti ad un determinato trattamento terapeutico.

Solo uno Stato arrogante può ritenere di sapere quello che è il tuo bene.

Solo uno Stato criminale può pretendere di impedire con la violenza della legge a te, malato, di acquistare un medicinale che tu pensi ti possa salvare la vita.

14) Will legal drugs require prescriptions?

14) Le droghe legali avranno bisogno di prescrizione?

Questa domanda è già compresa nelle domande 1 e 13.

Quindi la risposta è:

No.

(Nessuna droga avrà bisogno di prescrizione).

15) Can anyone, regardless of physical or medical conditions purchase drugs?

15) Potrà chiunque, senza riguardo alle sue condizioni fisiche o mediche, acquistare droghe?

Questa domanda è già compresa nella domanda 3.

Quindi la risposta è:

Potranno far uso di droghe tutte le persone capaci di intendere e di volere, indipendentemente dall'età e dalle condizioni mediche.

16) How will we deal with the influx of people to the United States who will seek legal drugs?

16) Come tratteremo il flusso di persone che entreranno negli Stati Uniti per cercare droghe legali?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Questo diritto è indipendente dal fatto di essere cittadini degli Stati Uniti o di un altro Stato, in quanto è un diritto universale, che spetta ad ogni uomo per il fatto di esistere.

Pertanto la risposta è:

Come turisti.

(Il flusso di persone che entreranno negli Stati Uniti per acquistare droghe non riceverà alcun trattamento particolare).

17) Can we begin a legalization pilot program in your neighborhood for one year?

17) Possiamo iniziare un programma pilota di legalizzazione per un anno nel suo vicinato?

Partiamo dal diritto individuale di autodeterminazione: "Nessuno ha il diritto di violare l'altrui diritto di disporre del proprio corpo e dei propri beni".

Questo diritto è indipendente dalla posizione geografica di ogni persona, dalla durata temporale o dalle sperimentazioni.

Quindi la risposta è:

Sì.

(Occorre depenalizzare l'uso delle droghe ora, ovunque, per sempre).

18) Should the distribution outlets be located in the already overburdened inner city?

18) I punti di vendita e distribuzione dovrebbero essere posti nei già congestionati (sovraccarichi) centri cittadini?

I centri di distribuzione di prosciutto o biciclette dovrebbero essere posti nei centri cittadini o altrove? Lo decideranno i venditori di prosciutto o biciclette, esattamente come faranno i venditori di droghe.

La risposta è dunque:

Chi venderà droghe deciderà liberamente dove situare il suo negozio.

Considerazioni finali

Le domande precedenti volutamente ignorano alcuni aspetti molto interessanti.

Non è fuori luogo accennare ad alcuni di essi.

Morti comparate

In Italia i morti annui per tabacco sono (molto approssimativamente) 80.000, per alcool 17.000, per droghe illegali 1.000. Eppure i primi due sono legali e le ultime no.
Se disponete dei dati USA (400.000 morti per tabacco) o mondiali vi incoraggio a verificare se vi siano discrepanze statisticamente significative, ma non me le attendo.
Perché, allora, accanirsi contro il solo consumo di droghe?

Qualcuno sostiene che il consumo di tabacco provochi una premorienza della popolazione in un'età in cui essa non è più produttiva, ma risulta invece pensionata. Se tu vai in pensione a 60 anni e muori a 75 lo Stato paga 15 anni di pensione. Se contrai un tumore al polmone e muori a 70 anni, lo Stato paga solo 10 anni di pensione, pur avendo incassato da te gli stessi contributi pensionistici, quindi gli conviene molto che tu muoia prima.

In parte, si può sostenere la stessa argomentazione per il consumo di alcool.

Invece, i consumatori di droga sono soprattutto giovani, che quindi si ammalano e muoiono in un'età in cui potrebbero essere sfruttati per i fini dello Stato.

Che questa sia una delle ragioni?

"Dulce et decorum est pro Patria mori" è stato inventato dalla Patria...

Obermeyer suggerisce invece che la "guerra alla droga" derivi dai profitti che lo Stato incamera sequestrando i beni dei colpevoli così creati, profitti che nel 1992, negli USA, hanno raggiunto 1.000.000.000 di dollari. Anche l'Italia, per il nobile impeto di emulare quanto giunge da oltre Atlantico, ha subito varato una legge che le assicura centinaia di miliardi di lire con i sequestri dei beni dei trafficanti di stupefacenti.

Che Obermeyer non abbia tutti i torti?

Un proverbio ben noto in Italia dice che "A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre s'indovina..."

Tuttavia non è sicuro che dietro alla differenza tra guerra alla droga ed acquiescienza a tabacco ed alcool ci siano cinici ragionamenti di questo genere. Forse sono troppo sofisticati per spiriti semplici come la gran parte dei politici mondiali.

Potrebbero esistere motivazioni storiche: la droga, in occidente, si è diffusa da appena un secolo ed è stata quasi subito avversata, mentre in oriente era di uso comune. Al contrario, il tabacco è in uso dalla scoperta dell'America e solo da poco ne sono stati scoperti gli effetti cancerogeni. Il vino, noto dai tempi più antichi, è parte integrante della cultura di molti popoli.

Infine, non bisogna sottostimare il motivo principale per cui le masse hanno accettato ed aiutato quasi ogni delitto collettivo commesso in tutti i tempi, dalla crocifissione dei cristiani ai roghi delle streghe, dalla saponificazione degli ebrei alla rivoluzione culturale cinese: l'idiozia umana.

Risparmio dei costi di violenza statale

Chi ha stilato le domande precedenti si affanna a chiedere quanto sarà il costo monetario della legalizzazione della droga, per il suo supposto aumentato consumo, ma ignora volutamente i costi legati alla repressione violenta di tale commercio.

Non dispongo dei dati, ma, per gli Stati Uniti, legalizzare le droghe permetterebbe di:

1) licenziare subito tutto il personale della DEA.
2) licenziare subito tutti i poliziotti che si occupano abitualmente della repressione.
3) licenziare subito tutti i magistrati che si occupano di questi processi.
4) Risparmiare tutto il denaro necessario per mantenere in carcere i detenuti per produzione od uso di droga, cioĆ 38.000 dollari all'anno (3.000 g/Au).

Secondo alcune fonti la spesa annua nei soli Stati Uniti è pari a 10.000.000.000 di dollari (800.000.000 g/Au - grammi oro), secondo altri è pari a 50.000.000.000 di dollari (4.000.000.000 g/Au). La stessa fonte stima a 1.000.000.000.000 di dollari (80.000.000.000 g/Au) il costo totale della catastrofica lotta alla droga negli USA in questo secolo.
Se possedete altri dati relativi alle somme così risparmiate tirate voi le somme (e fatemi avere i risultati, per incorporarli qui!).

La legalizzazione della droga comporterà così la creazione di due nuove categorie di disoccupati: quella dei commercianti illegali di droga, privati del mercato illegale, e quella dei poliziotti e burocrati che si occupano della sua repressione, privati di un nemico artificiale. Non sentiremo la mancanza di nessuna delle due "forze lavoro".

Punizione dei responsabili

Non è possibile far cessare un crimine (l'attuale repressione del legittimo commercio della droga) senza prevedere di punire i responsabili di tale crimine.

Ci si può chiedere se sia giusto punire i poliziotti e magistrati che hanno messo in pratica le leggi volute dai parlamentari antidroga, e se la retroattività di tali provvedimenti sia legittima.

La risposta ad ambedue queste domande è

Sì.

La criminalità legale non smette di essere criminalità solo perché legale.

Essa non può costituire titolo di impunità per chi l'abbia messa in atto.

Poliziotti, magistrati e parlamentari hanno violato una legge precedente a quella da loro emanata. Hanno violato il diritto delle genti, hanno commesso crimini contro l'umanità, pretendendo di esercitare arbitrariamente violenza nei confronti delle persone che volessero consumare droghe. Essi erano ben consci di calpestare il diritto di autodeterminazione personale, né vale a scusarli il fatto di aver applicato la legge, in quanto nessuno li obbligava a svolgere quel lavoro. Essi potevano dimettersi da poliziotti o magistrati, se la coscienza fosse stata loro più cara del denaro ricevuto.

Analogamente, nessuno degli aguzzini nazionalsocialisti responsabili di aver gassato gli ebrei, o dei khmer rossi responsabili di aver massacrato a colpi di zappa sul cranio chi parlasse lingue straniere può invocare a propria scusante l'aver applicato una legge aberrante. Se essi non venivano costretti con la minaccia della morte, se potevano dimettersi dal proprio incarico ma non l'hanno fatto significa che intendevano liberamente associarsi a tali delitti. Pertanto sono colpevoli come chi li ha ordinati.

Sono assassini e vanno puniti come assassini.

Così i poliziotti, i magistrati ed i politici che hanno ucciso commercianti di droga o drogati sono assassini e vanno punito come assassini.

Se hanno incarcerato queste persone sono sequestratori e vanno puniti come sequestratori.

Se hanno derubato, con multe o espropri, queste persone, sono ladri e vanno puniti come ladri.

La loro punizione dev'essere proporzionale al danno inflitto, sia stata la loro violenza diretta contro il corpo o contro i beni delle loro vittime.

Chi ti ha ingiustificatamente provocato un danno di 1.000 dollari ti deve quanto meno indennizzare per 1.000 dollari.

Chi ti ha ingiustificatamente incarcerato per un mese deve quanto meno passare un mese in carcere (salvo che non ti offra un indennizzo che, a tua discrezione, tu ritenga sufficiente).

Chi ti ha ingiustificatamente ucciso deve essere ucciso, fisicamente o praticamente, con i lavori forzati a vita.

Perché non vi è alternativa alla giustizia che non sia l'ingiustizia.


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